Lo scopo della piattaforma organizzativa The CSPL Meetings è stimolare una sistematica riflessione sui principali temi di public policy globale e nazionale.
In parallelo ai nostri forum a porte chiuse produciamo, con regolare frequenza, documenti di approfondimento e analisi indipendenti: con particolare riguardo ai temi di politica economica, finanza pubblica, commercio internazionale e geopolitica.

Le nostre pubblicazioni ufficiali si caratterizzano, tendenzialmente, per una ricerca di macro-trend di lungo​ periodo​ (secular trends); ovvero – attraverso definiti gruppi di lavoro di alto profilo – miriamo a stimolare progetti di analisi (Task Force Report) in relazion​e a ​​temi di policy​ più settoriali​.​
In modo particolare, con frequenza semestrale, pubblichiamo il nostro Global Outlook: documento di sintesi in merito alle più significative dinamiche internazionali in corso; e in rilevante misura afferente gli equilibri del sistema politiico internazionale, e l’evoluzione nelle traiettorie di politica fiscale e monetaria.

Belt and Road Initiative: Implicazioni Economiche e Riflessi Geopolitici

Se sui temi del commercio internazionale Washington assume una postura in crescente misura muscolare, fidando in un approccio tattico-negoziale che ha nell’imprevedibilità nella sorpresa, i suoi elementi cardinali. Pechino, in totale distonia, persegue con pervicace risolutezza – e in continuità con la natura millenaria della sua tradizione –, un vasto disegno egemonico di matrice (almeno per il momento) essenzialmente geoeconomica, proteso verso i centri nevralgici della massa euroasiatica.
Se a non pochi osservatori l’impero americano appare, in questo tumultuoso tornante della storia, del tutto privo di un’articolata visione strategica d’insieme, la Cina di Xi Jinping sopporta tutto l’indefinibile peso del suo «destino manifesto», del “paradosso” connaturato alla sua incoercibile volontà di potenza. Essa non conosce – e per ragioni di assetto istituzionale interno: non vuole (e non può!) conoscere – alternative all’egemonia assoluta (economica, tecnologica, militare) del Celeste Impero. E se l’America di Trump esibisce un assai mal celato disprezzo verso gli assetti multilaterali di un ordine globale che, a partire dal secondo dopoguerra, trovava nella siologia della Pax Americana, e nei principi della democrazia liberale, i suoi rassicuranti elementi fondativi; essa di fatto assume oggi la alquanto ossimorica funzione storica di «superpotenza revisionista». Laddove, al contrario, Pechino mira a forgiare nuove configurazioni di potere in ambito multilaterale che possano fungere da naturali moltiplicatori della sua potenza.

Conversazione con Sandro Gozi

Democrazia, integrazione economica globalizzata e sovranità nazionale, dalla combinazione di questi elementi dipenderà il futuro dell’economia globale in una fase che potremmo definire “post-American world economy”. In una Conversazione con Sandro Gozi abbiamo iniziato a definire lo scenario.

Documento di riflessione strategica sui temi del commercio internazionale e dell’integrazione europea

Nel valutare le potenziali linee strategiche di policy a disposizione del nostro Paese – in un contesto internazionale caratterizzato da una complessa disputa commerciale fra Ue e Stati Uniti –, occorre partire da presupposti di oggettivo realismo nell’analisi delle ragioni della controparte; oltre che da un obiettivo giudizio sulla nostra effettiva capacità di influenzare, nel medio termine, la policy-agenda europea.

Conversazione con Carlo Cottarelli

Iniziano così le nostre Conversazioni con i protagonisti del mondo della politica, dell’economia e del sociale, per noi un nuovo “strumento" di aiuto nella comprensione del presente e nella definizione di una visione del futuro.

Politica economica, guerre commerciali e integrazione europea sono i temi al centro della Conversazione con Carlo Cottarelli realizzata da Carlo Torino.

Global (Dis)Order: the Age of Global Fragility

In questo ultimo Global Outlook abbiamo ritenuto opportuno focalizzare l’attenzione sui rischi di una progressiva – e insidiosa – disgregazione degli equilibri in seno all’ordine internazionale liberale. Naturale espressione, quest’ultimo, di una fisiologica egemonia globale americana venutasi a consolidare a partire dal secondo dopoguerra – e innestata sul tronco ideologico della Pax Americana. Dottrina che, nel secondo anno della presidenza di Donald Trump, appare irreversibilmente votata a un lento oblio. L’attuale amministrazione persegue, tatticamente, discutibili obiettivi di riequilibrio nei rapporti commerciali internazionali: e appare sempre più incline ad un’infausta commistione di ragioni squisitamente economiche, con aspetti pertinenti la sicurezza nazionale.

Nella seconda sezione prendiamo in esame le attuali tendenze di politica economica: con particolare riguardo ai temi di politica monetaria; analizzando gli effetti di un decennio di interventi non-convenzionali (QE), e la mutazione genetica intervenuta – in massima parte ad opera di tali politiche – nella struttura dei mercati finanziari.

L’ultima parte è invece dedicata ad aspetti di politica interna. In misura rilevante, alla sfida che l’insediamento di un governo – piuttosto atipico nella sua composizione e dichiaratamente antisistema – pone per il complesso sistema degli equilibri di finanza pubblica e di tenuta del assetto istituzionale. Non riteniamo che una tale evoluzione politica costituisca in via esclusiva un fattore di rischio (benché non manchino oggettivi motivi di apprensione); e reputiamo anzi altamente probabile una progressiva “istituzionalizzazione” di una parte significativa di quei movimenti che oggi si identificano con istanze espressamente identitarie o di protesta.

Il Centro Studi è un luogo d’incontro e di confronto per quanti credono nel decisivo valore dell’impegno personale, sociale e culturale una zona franca libera da vincoli e dall’imposizione dei “pensieri dominanti”.

Newsletter