Urbanistica Nazionale
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Urbanistica Nazionale


A cura di:
Francesco Angelini


Introduzione


Da ormai molti anni si discute di una riforma organica del quadro normativo nazionale in tema di urbanistica o, utilizzando termini più attuali, onnicomprensivi e rispettosi del dettato costituzionale, di “governo del territorio”.

D’altra parte, le norme che disciplinano il governo del territorio hanno un impatto diretto sullo sviluppo del Paese, condizionandone la modernità, il decoro, la sicurezza e, in generale, la qualità della vita dei propri cittadini.

Ebbene, la necessità di un urgente intervento legislativo risulta piuttosto evidente se solo si considera l’epoca di approvazione delle due norme attorno alle quali è stato costruito il predetto assetto normativo:

  • la Legge urbanistica n. 1150 del 17 agosto 1942; e
  • il Decreto Ministeriale n. 1444 del 2 aprile 1968, in tema di standard urbanistici.

 

A partire da tali fonti normative nazionali, lo scenario si è andato via via articolando, in maniera spesso disorganica, a livello regionale. Le singole Regioni, infatti, nell’esercizio della propria potestà legislativa concorrente, ai sensi dell’art. 117, comma 3, Cost., hanno emanato leggi di governo relative al proprio territorio senza un quadro di riferimento nazionale moderno ed organico, finendo per prevedere e sviluppare strumenti ed istituti in modo difforme l’una dall’altra.

Il risultato è, ancora una volta, un assetto normativo assai confuso ed estremamente sbilanciato, che frena lo sviluppo coerente del territorio soprattutto nelle Regioni meno virtuose.

I contenuti della proposta


L’ultima proposta di riforma organica in termini di tempo risulta essere la n. 3408, presentata alla Camera dei Deputati da Maurizio Lupi il 5 novembre 2015 e tutt’ora assegnata alla VIII Commissione Ambiente. È opportuno, a tale proposito, valutare la possibilità di mutuare alcuni dei principi contenuti nella predetta proposta di legge, integrandoli alla luce di una maggiore attenzione alla c.d. “messa in sicurezza” del territorio.

 

La proposta di iniziativa legislativa, pertanto, dovrebbe essere articolata come segue:

  • elencazione e successiva articolazione dei principi normativi cui le leggi regionali sul governo del territorio devono inderogabilmente ispirarsi. In sintesi:
    • riduzione del numero e della tipologia degli strumenti urbanistici, uniformandoli su tutto il territorio nazionale;
    • minore “invasività” dell’attività di zoning che deve limitarsi a prevedere le destinazioni prevalenti e rilevanti;
    • previsione di procedure semplificate e di strumenti premiali per progetti di recupero e rigenerazione urbana che evitino nuovo consumo di suolo;
    • implementazione di strumenti che favoriscano interventi di “messa in sicurezza” del territorio;
    • apertura agli istituti di urbanistica negoziata;

 

  • armonizzazione e semplificazione degli strumenti urbanistici ai quali può essere data attuazione a livello locale, affinché vengano superate, anche a livello terminologico, le attuali differenze;
  • armonizzazione della disciplina urbanistica con quella edilizia, attraverso una modifica del T.U. in materia edilizia (D.P.R. n. 380/2001) che semplifichi ulteriormente le procedure per il rilascio dei titoli edilizi e per il mutamento delle destinazioni d’uso;
  • detrazione fiscale diretta e totale per determinati interventi volti alla “messa in sicurezza” del territorio;
  • definizione e implementazione degli istituti di urbanistica negoziata: perequazione, compensazione, trasferibilità dei diritti edificatori, accordi urbanistici, etc.;
  • definizione dei nuovi standard urbanistici i cui livelli quantitativi e qualitativi minimi dovranno essere disciplinati da un nuovo decreto ministeriale;
  • individuazione di un congruo termine temporale per l’armonizzazione delle leggi regionali e degli strumenti urbanistici locali ai nuovi principi fissati dalla legge e previsione di rimedi per ovviare al mancato adeguamento.

 

Lo scopo dell’iniziativa dovrebbe essere principalmente quello aggiornare il quadro normativo, semplificandolo in termini di contenuti, procedure e competenze, per ridurre il più possibile il rischio di sovrapposizioni e ritardi a livello burocratico.

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