Riforma sistema sportivo
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Riforma sistema sportivo

A cura di:

Luca Nardi


Premessa


Il Sistema Sportivo Italiano del Terzo millennio ha bisogno di essere ridisegnato e rimodulato secondo le nuove esigenze e bisogni degli utenti finali (gli utenti di Sport), partendo soprattutto dall’ascolto.

Il CONI tra l’altro molto attento allo Sport Olimpico, deve maggiormente investire su diversi ambiti complementari: dalla semplice fruizione del tempo libero a quella scolastica-educativa, dal volontariato amatoriale fino alla creazione di valore economico attraverso il turismo sportivo (es: Cicloturismo, Golf, il Trekking, Nautica, Sci alpino, etc…) e l’interazione con l’industria sportiva o la gestione degli aspetti di marketing ad altissimo impatto mediatico (Sponsorship, PR, Merchandising, Ticketing e Diritti Radio TV e New digital Media).

Per non menzionare la qualità della gestione degli impianti sportivi, sempre più spesso finanziati con denaro pubblico e subito abbandonati al degrado.

Problema


Secondo l’Istat la popolazione attiva che svolge uno o più Sport in Italia è pari a 35,5 milioni di individui: a livello europeo è, percentualmente, uno dei valori più bassi in assoluto; di questo numero solo 11 milioni sono riconducibili direttamente al CONI, solo 4,5 quelli tesserati alle FSN e di questo numero il 55% è under 18.

Sta crescendo inoltre il fenomeno dello sport cosiddetto “spontaneo” al di fuori del perimetro CONI, per esempio delle Associazioni Sportive Dilettantistiche. Numeri significativi che devono essere intercettati, monitorati e regolamentati secondo leggi vigenti e future.

In Italia inoltre non esiste una legge generale sullo Sport; la crisi del Sistema Sportivo italiano è profonda e tocca diversi ambiti:

  • Crescita del peso economico e politico dello sport professionistico, che, però non è supportato da una adeguata professionalità e competenza della classe dirigente.
  • Crisi del sistema di rappresentanza basato sulle Federazioni Sportive riconosciute dal CONI.

Oltre a ciò è indiscutibile che l’incentivazione della pratica sportiva, contribuendo alla salute delle persone, non farebbe altro che ridurre il costo del Sistema Sanitario Nazionale.

Soluzioni


Sono sette le linee programmatiche delineate per superare i suddetti problemi cronici:

  1. Rimodulazione responsabilità del Ministero dello Sport con funzioni di Governo, Programmazione e Gestione del nuovo Fondo Nazionale per lo Sport.
  2. Criterio oggettivo per la distribuzione delle risorse economiche dal CONI alle FS, in seguito alla presentazione di progetti di 4 anni che contengano piani di sviluppo, promozione per nuovi tesserati, progetti e pianificazione finanziaria.
  3. Definizione di un Piano Nazionale dedicato alla formazione ed alla qualificazione dei quadri tecnici e dirigenziali.
  4. Definizione di un criterio di incompatibilità tra le cariche sportive che consenta un equilibrato ricambio dei quadri di rappresentanza decisionale e gestionale.
  5. Costituzione di un Comitato di Garanzia per effettuare rilievi di legittimità̀ e merito per la correttezza e trasparenza di tutti gli Enti Sportivi finanziati con denaro pubblico.
  6. Definizione di un Tavolo Permanente CONI-MIUR per lo sviluppo dell’Educazione Fisica e dello Sport nelle Scuole e lo Sport per Tutti. Istituzione di un tavolo MIUR, CONI, Regioni e Enti Locali per la gestione ed il controllo dei finanziamenti degli Impianti Sportivi Scolastici da parte del Fondo Nazionale per lo Sport.
  7. Definizione di un Osservatorio Permanente sullo Sport che comprenda MIUR, CONI, Regioni, Enti Locali, i Media, Associazioni di Categoria, Confindustria ed il Ministero del Turismo al fine di coordinare in modo integrato l’offerta Sportiva sul mercato domestico ed internazionale anche a livello di eventi e manifestazioni di portata internazionale.

 

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