L’economia sommersa in Italia ammonta a 200 miliardi di euro
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L’economia sommersa in Italia ammonta a 200 miliardi di euro

L’economia sommersa in Italia ammonta a 200 miliardi di euro

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209 miliardi e 819 milioni di euro: è questo il valore dell’economia sommersa in Italia rilevato dall’Istat nel 2016. Un dato che fa ancora più riflettere se si considera il giro d’affari riconducibile ad attività economiche irregolari, illegali e al lavoro in nero. Numeri che rapportati all’economia nazionale rappresentano il 14,2% del PIL. La principale causa del sommerso sono le sottodichiarazioni degli operatori economici che da sole rappresentano una fetta di ben 95 miliardi di euro. Ma vediamo nel dettaglio i dati rapportati ai singoli settori e attività.

Secondo i dati pubblicati dall’Istat e riportati su Quifinanza.it, nel 2016 l’incidenza maggiore sull’economia sommersa in Italia è stata rappresentata dalle sottodichiarazioni degli operatori economici che rappresentano il 45.5% del totale. Seguono il lavoro nero e irregolare (37,2%) e altre causali eterogenee come gli affitti in nero, mance, attività illegali (8,6%,) ecc. Se si guardano i singoli comparti, le attività dove si concentrano le maggiori illegalità e irregolarità sono:

  • servizi (33,3%);
  • commercio, trasporti, alloggio e ristorazione (23,7%);
  • edilizia (22,7%).

Il quadro desolante appena descritto mostra comunque una leggera flessione rispetto all’anno precedente, tranne per le attività illegali che fanno segnare un +0,4%.

A trainare l’incremento del giro d’affari prodotto dalle attività illegali che confluiscono nell’economia sommersa in Italia, è il traffico di droga che nel 2016 ha generato un indotto pari a 12,6 miliardi di euro. La causa, precisano gli esperti, è da rintracciare nell’aumento dei prezzi degli stupefacenti e non in una crescita dei volumi di vendite. Invariate, invece, le cifre relative alla prostituzione che rimangono a 3,7 miliardi di euro come nel 2015. Stesso discorso per le attività di contrabbando (sigarette) che mantengono un valore aggiunto pari a 0,4 miliardi di euro.

Stando al report tracciato dall’Istituto di statistica, sono ancora 3 milioni e 700 milacoloro che nel nostro Paese svolgono un’attività lavorativa irregolare o in nero. La maggior parte sono dipendenti (2 milioni 632mila) e si concentrano soprattutto nel settore dei servizi (47,2%). Colf, badanti, baby-sitter e collaboratori domestici sono le categorie che mostrano le maggiori incidenze. I numeri sono rilevanti anche per quanto riguarda il lavoro agricolo che rappresenta il 18,6% sul totale delle attività irregolari. L’edilizia si attesta al 16,6% al pari di commercio e ristorazione (16,2%). In termini assoluti, il lavoro irregolare o nero in Italia vale 78 miliardi di euro.

Daniele Dell'Orco
Daniele Dell'Orco

Daniele Dell’Orco è nato nel 1989. Laureato in Scienze della comunicazione presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. È direttore editoriale dei magazine online Cultora e Nazione Futura. È stato editorialista per La Voce di Romagna e dal 2015 è collaboratore del quotidiano Libero. Ha scritto “Tra Lenin e Mussolini: la storia di Nicola Bombacci” (Historica edizioni) e “Non chiamateli kamikaze“ (Giubilei Regnani). Dal 2015 è co-fondatore e responsabile dell’attività editoriale di Idrovolante Edizioni.

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