Lo strano caso della Tunisia: l’economia vola (Pil +2,4%) ma i migranti aumentano
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Lo strano caso della Tunisia: l’economia vola (Pil +2,4%) ma i migranti aumentano

Lo strano caso della Tunisia: l’economia vola (Pil +2,4%) ma i migranti aumentano

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La Tunisia è stato per anni, subito dopo le primavere arabe, una delle rotte principali dei migranti provenienti dal Maghreb. Poi c’è stato un calo piuttosto notevole. Ora, sebbene i flussi migratori verso il nostro Paese siano in generale crollati dell’86% rispetto al 2017, tra le varie nazionalità dichiarate al momento dello sbarco i tunisini sono nettamente in testa: 4.827 arrivi, con largo vantaggio sugli eritrei, fermi a 3mila. “Nei nuovi sbarchi si rileva un cambio delle nazionalità” certifica anche l’Orim, l’Osservatorio regionale lombardo, che attesta lo sbarco di 4.700 tunisini al 1° ottobre.

Il caso tunisino però, è particolare se si pensa che dal punto di vista economico e della politica interna il Paese negli anni recenti non è mai stato così florido. Come scrive Alberto Giannoni su Il Giornale.it “la crescita del Pil in Italia, dato Istat dell’altro giorno, si è azzerata, quella della Tunisia secondo il Fondo monetario internazionale toccherà il 2,4% nel 2018 e arriverà al 2,9% l’anno prossimo”. In più “la disoccupazione in Italia è di poco sopra il 10%, mentre in Tunisia scenderà al 14,8%, che significa il 7-8% nelle aree più sviluppate, nel Nord del Paese. L’inflazione tunisina – sempre stime Fmi – scenderà al 5,9% nel 2009, quando gli investimenti esteri dovrebbero aumentare del 2,4%. Molti sono italiani: l’interscambio fra i due Paesi supera i 5 miliardi e le imprese italiane attive in Tunisia sono 800.

Nonostante la minaccia del terrorismo, e nonostante il quadro pericoloso che la circonda – a partire dal caos libico – la Tunisia oggi è una democrazia: a giugno per la prima volta ha votato per i Comuni e l’anno prossimo rieleggerà il presidente. A riprova del fatto che non è un assioma infallibile quello che vuole i flussi migratori associati alle crisi economiche o politiche.

Daniele Dell'Orco
Daniele Dell'Orco

Daniele Dell’Orco è nato nel 1989. Laureato in Scienze della comunicazione presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. È direttore editoriale dei magazine online Cultora e Nazione Futura. È stato editorialista per La Voce di Romagna e dal 2015 è collaboratore del quotidiano Libero. Ha scritto “Tra Lenin e Mussolini: la storia di Nicola Bombacci” (Historica edizioni) e “Non chiamateli kamikaze“ (Giubilei Regnani). Dal 2015 è co-fondatore e responsabile dell’attività editoriale di Idrovolante Edizioni.

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