Il crollo della borsa di Wall Street scatena la bagarre tra Trump e la Federal Reserve
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Il crollo della borsa di Wall Street scatena la bagarre tra Trump e la Federal Reserve

Il crollo della borsa di Wall Street scatena la bagarre tra Trump e la Federal Reserve

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La Borsa di New York ha vissuto la peggiore giornata degli ultimi otto mesi. Un brusco cedimento su tutto il fronte degli indici principali. Il Dow Jones ha perso il 3,10%; il Nasdaq, il listino dei titoli tecnologici, il 4,08%; lo S&P il 3,27%. La seduta di Wall Street è finita in forte calo e sui minimi intraday, colpa di un sell-off dei titoli tech, di rinnovati timori per un aumento dei rendimenti dei Treasury e di un rischio di guerra commerciale tra Usa e Cina. Per il Dow Jones Industrial Average e l’S&P 500 è stata la giornata peggiore dall’8 febbraio scorso, quando i due indici entrarono in correzione (status definito da un calo di almeno il 10% dai record precedenti); per il Nasdaq Composite, bisogna tornare al giugno 2016 – quando ci fu il referendum dall’esito shock sulla Brexit – per avere una seduta così brutta. Il sell-off – già intenso – si è ampliato nell’ultima ora di scambi, quando le vendite si sono accentuate sul settore tecnologico (-4,77%), che ha vissuto la giornata peggiore dal 2011.

“L’economia americana è forte”: il calo sperimentato a Wall Street è una “correzione in un mercato al rialzo. È probabilmente salutare e passerà”. Lo afferma un funzionario della Casa Bianca commentando la giornata nera di Wall Street, la peggiore da febbraio. Il presidente Donald Trump, che è stato informato sull’andamento dei listini americani, non è preoccupato. Poco prima, Trump aveva duramente attaccato la Federal Reserve: «La Fed è impazzita, non abbiamo un problema di inflazione»

Va tenuto presente che la Borsa americana abbia guadagnato la bellezza del 45% in 20 mesi per un totale di 8.000 punti del Dow Jones. Il calo di questi giorni è probabilmente assimilabile a quello simile accusato a gennaio cioè causato dall’aumento dei tassi di interesse da parte proprio della Fed, motivato della forte crescita economica e aumento degli stipendi. La contrapposizione tra la Casa Bianca e la Fed guidata da Jerome Powell (per altro scelto da Trump) dura ormai da diversi mesi e tutto lascia pensare che proseguirà a lungo. I tassi ora sono attestati nella fascia tra il 2 e il 2,25%. Ma la Banca centrale ha già previsto un rialzo dello 0,5% per dicembre.

Daniele Dell'Orco
Daniele Dell'Orco

Daniele Dell’Orco è nato nel 1989. Laureato in Scienze della comunicazione presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. È direttore editoriale dei magazine online Cultora e Nazione Futura. È stato editorialista per La Voce di Romagna e dal 2015 è collaboratore del quotidiano Libero. Ha scritto “Tra Lenin e Mussolini: la storia di Nicola Bombacci” (Historica edizioni) e “Non chiamateli kamikaze“ (Giubilei Regnani). Dal 2015 è co-fondatore e responsabile dell’attività editoriale di Idrovolante Edizioni.

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