L’economia reale alla prova della Manovra: gli effetti di deficit al 2,4% e reddito di cittadinanza
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L’economia reale alla prova della Manovra: gli effetti di deficit al 2,4% e reddito di cittadinanza

L’economia reale alla prova della Manovra: gli effetti di deficit al 2,4% e reddito di cittadinanza

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Tra aumento del deficit, pensioni e reddito di cittadinanza in molti faticano ancora a comprendere quali possano essere gli scenari futuri. A sorprendere di più sono i pareri spesso antitetici dei vari analisti, frutto di interpretazioni dell’economia diverse, più che di calcolo. Nel corso del mese di ottobre le agenzie di rating S&P e Moody’s dovranno pronunciarsi sul rating sovrano dell’Italia, attualmente a Baa2. Un eventuale declassamento potrebbe innescare nuovi aumenti dei tassi di interesse sul debito pubblico.

Secondo il M5s, “dal lato della domanda, il reddito di cittadinanza produce effetti positivi sui consumi e gli investimenti perché aumenta il potere d’acquisto di coloro che ne hanno maggiormente bisogno e che hanno una maggiore propensione al consumo, innescando un virtuoso processo di crescita. Il moltiplicatore medio della spesa pubblica italiana, secondo diverse stime prodotte dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, si colloca intorno all’unità e ciò significa che nel tempo il reddito di cittadinanza è in grado di autofinanziarsi: inoltre, dal momento che la spesa viene indirizzata laddove è maggiormente in grado di produrre consumi, il moltiplicatore può essere rivisto al rialzo”.

“La spesa necessaria per finanziare il reddito di cittadinanza”, dicono i 5 Stelle, “non si traduce esclusivamente in spesa per consumi, ma migliora le aspettative delle imprese ed è perciò in grado di indurre una maggiore crescita degli investimenti”. 

Il professor Marcello Messori, docente di Economia alla Luiss, la pensa all’opposto. Nella sua prospettiva, in realtà, l’Italia rischierebbe grosso. “Se si arrivasse davvero a un 2,4-2,5% questo sarebbe un fattore di profonda instabilità per la nostra economia”.

Il motivo è presto detto: il 2,4%, spiega Messori, “renderebbe difficilmente sostenibile in un’ottica di medio periodo il debito pubblico italiano. E questo determinerebbe un aumento degli spread e quindi dei tassi di interesse”; fatto che “indebolisce il settore bancario che detiene molti titoli del debito pubblico nei propri bilanci” perché, con tassi di interesse più alti, diminuisce il prezzo dei titoli stessi e le banche potrebbero avere problemi nel rispettare le regole patrimoniali internazionali, “trovandosi davanti all’alternativa: o ricapitalizziamo o riduciamo il credito”.

Una delle conseguenze sarà che “il denaro costerà più caro e ci sarà meno liquidità e questo creerà molta incertezza che si propagherà al settore reale e si ridurranno gli investimenti. Proprio l’opposto di quanto si persegue a parole”. Insomma, la tempesta finanziaria farà sentire i suoi effetti anche sull’economia reale. Le banche vorranno più garanzie per concedere prestiti e i mutui potrebbero finire per costare di più. E a pagare il conto potrebbero essere le fasce più deboli della popolazione.

In poche parole fare più deficit rischia di innescare una spirale negativa e diminuire la crescita. Il contrario di quanto affermano M5s e Lega che invece sostengono da tempo l’equazione ‘più spesa più crescita’. “Il ragionamento per il quale sia sufficiente aumentare la spesa pubblica per far crescere l’economia, purtroppo, non è così”, dice Messori. “Dipende molto dalla qualità della spesa”.

Daniele Dell'Orco
Daniele Dell'Orco

Daniele Dell’Orco è nato nel 1989. Laureato in Scienze della comunicazione presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. È direttore editoriale dei magazine online Cultora e Nazione Futura. È stato editorialista per La Voce di Romagna e dal 2015 è collaboratore del quotidiano Libero. Ha scritto “Tra Lenin e Mussolini: la storia di Nicola Bombacci” (Historica edizioni) e “Non chiamateli kamikaze“ (Giubilei Regnani). Dal 2015 è co-fondatore e responsabile dell’attività editoriale di Idrovolante Edizioni.

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