Cos’è il Def, il documento di economia e finanza che rischia di spaccare il governo
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Cos’è il Def, il documento di economia e finanza che rischia di spaccare il governo

Cos’è il Def, il documento di economia e finanza che rischia di spaccare il governo

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Il Documento di economia e finanza (Def) è il più importante strumento di programmazione economica del governo e riporta gli obiettivi di politica economica del paese, le stime sull’andamento delle finanze pubbliche e dell’economia nazionale e le riforme che il governo intende attuare.

Il Def di quest’anno è stato preparato dall’esecutivo uscente presieduto da Paolo Gentiloni e si limiterà ad aggiornare le stime senza introdurre nuovi obiettivi di bilancio. Il def è proposto dal governo e approvato dal parlamento.

Il Documento di economia e finanza è diviso in tre parti: il Programma di stabilità, la sezione di Analisi e tendenze della finanza pubblica e il Programma nazionale di riforma.

La nuova suddivisione del Def è dovuta alla riforma del 2011, che ha adeguato alle normative comunitarie il Documento di programmazione economico-finanziaria (Dpef), introdotto dalla legge n. 362 del 1988 (successivamente rinominato Decisione di finanza pubblica nel 2009).

La sezione del Programma di stabilità deve essere sottoposta alle autorità dell’Unione europea in base a quanto stabilito dal Patto di stabilità e crescita, e deve indicare “gli obiettivi di politica economica e il quadro delle previsioni economiche” per il triennio successivo, secondo quanto indicato dal dipartimento del Tesoro del ministero dell’Economia e delle Finanze, evidenziando anche gli scostamenti dal precedente Programma di stabilità.

La sezione di Analisi e tendenze della finanza pubblica riporta l’analisi e le previsioni per le finanze pubbliche e il Programma nazionale di riforma deve invece indicare le riforme che il paese intende attuare.

La prima e la terza sezione del Def, rispettivamente il Programma di stabilità e il Programma nazionale di riforma dovranno essere inviati alla commissione europea entro il 30 aprile, mentre la parte di Analisi e tendenze della finanza pubblica è unicamente prevista dalla normativa italiana.

Secondo la legge n. 39 del 2011, il Def deve essere presentato dal governo per l’approvazione del parlamento entro il 10 aprile. La legge prevede anche che ogni anno entro il 27 settembre il governo presenti la Nota di aggiornamento al Def, che contenga gli aggiornamenti alle previsioni contenute nel Def preparato in precedenza.

Nella Nota di aggiornamento il governo può anche aggiornare gli obiettivi del Programma di stabilità e del Programma nazionale di riforme, come probabilmente farà il nuovo esecutivo per il Def del 2018.

Daniele Dell'Orco
Daniele Dell'Orco

Daniele Dell’Orco è nato nel 1989. Laureato in Scienze della comunicazione presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. È direttore editoriale dei magazine online Cultora e Nazione Futura. È stato editorialista per La Voce di Romagna e dal 2015 è collaboratore del quotidiano Libero. Ha scritto “Tra Lenin e Mussolini: la storia di Nicola Bombacci” (Historica edizioni) e “Non chiamateli kamikaze“ (Giubilei Regnani). Dal 2015 è co-fondatore e responsabile dell’attività editoriale di Idrovolante Edizioni.

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