I dazi di Trump allarmano l’industria dell’auto tedesca: costeranno almeno 5 miliardi
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I dazi di Trump allarmano l’industria dell’auto tedesca: costeranno almeno 5 miliardi

I dazi di Trump allarmano l’industria dell’auto tedesca: costeranno almeno 5 miliardi

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Secondo l’istituto Ifo  l’impatto delle nuove tariffe a stelle e strisce costerà fino a 5 miliardi di dollari, anche 20 mld dice Unicredit Rsearch. Come riporta Wall Street Italia, Berlino è un grosso esportatore di auto negli Usa e in base ai dati resi noti dalla Vda (Associazione che rappresenta le case automobilistiche) solo nel 2017 sono state 657mila le auto esportate nella regione per un valore (se si include anche la componentistica) di 31,2 miliardi di euro (contro un import pari a 7,4 miliardi).

E’ stato a fine agosto che il presidente Trump ha iniziato a parlare di dazi auto.

“Metteremo una tassa del 25% su ogni auto che arriverà negli Stati Uniti dall’Unione europea”.

Così il tycoon in un comizio in West Virginia. Una frase forse detta in vista delle elezioni di mid-term ma secondo gli analisti di Swissquote allarmante.

“Se si trasformasse in azione, sarebbe una batosta per l’economia tedesca,nonostante un agosto molto soddisfacente in cui si era comportata bene riuscendo a superare la debolezza manifestatasi nel primo semestre. Tutto grazie al miglioramento dei servizi e dell’industria manifatturiera anche se l’inflazione è rimasta sotto il 2%”.

Così dicono Peter Rosenstreich, head of market strategy, e Vincent Mivelaz, analista di Swissquote. Ma è in generale in tutta Europa che i dazi di Trump spaventano come puntualizza Esther M Baroudy, portfolio manager global equities di State Street Global Advisors.

Daniele Dell'Orco
Daniele Dell'Orco

Daniele Dell’Orco è nato nel 1989. Laureato in Scienze della comunicazione presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. È direttore editoriale dei magazine online Cultora e Nazione Futura. È stato editorialista per La Voce di Romagna e dal 2015 è collaboratore del quotidiano Libero. Ha scritto “Tra Lenin e Mussolini: la storia di Nicola Bombacci” (Historica edizioni) e “Non chiamateli kamikaze“ (Giubilei Regnani). Dal 2015 è co-fondatore e responsabile dell’attività editoriale di Idrovolante Edizioni.

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