I provvedimenti economici del governo sono nulli: torna lo spettro della recessione
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I provvedimenti economici del governo sono nulli: torna lo spettro della recessione

I provvedimenti economici del governo sono nulli: torna lo spettro della recessione

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L’indice Pmi di Markit, il riassunto più affidabile delle opinioni informate dei manager degli acquisti in merito a ciò che succederà all’economia,  segnala un netto rallentamento dell’attività economica in atto già dai primi mesi dell’anno. La sua componente relativa al settore manifatturiero – quella più direttamente correlata con il ciclo economico – aveva raggiunto un valore massimo nel mese di gennaio 2018. Da allora è iniziata una rapida discesa dell’indice che ha sfiorato il valore soglia di 50 nel mese di agosto, al di sotto del quale si prevede che l’economia entri in recessione nei tre mesi successivi.

Come riporta Francesco Daveri su La Voce, l’indice Pmi di Markit di solito azzecca la previsione di quello che sta per succedere. Sarà un caso ma la produzione industriale di luglio è andata proprio male, mostrando il primo calo su base annua dal giugno 2016.  Nei sette mesi del 2018, l’indice della produzione industriale (dato destagionalizzato e corretto per gli effetti di calendario) è calato già quattro volte rispetto ai mesi immediatamente precedenti. Nel 2017 era calato solo due volte in tutto l’anno.

Il governo nel frattempo non è ancora riuscito ad approvare dei provvedimenti economici che potessero nel breve aiutare cittadini e imprese. Il sottosegretario leghista all’Economia Massimo Garavaglia per parte sua aveva provato a spendersi e ad auspicare l’approvazione prima dell’estate della riforma fiscale per le piccole imprese e società di persone, cioè l’ampliamento del regime forfettario di tassazione (una tassa sostitutiva unica del 15 per cento per microimprese e professionisti con ricavi tra i 25 e 50 mila euro) a una platea più ampia di imprese. Ma ancora non è arrivato nulla.

Senza la Pace fiscale promessa e con un reddito di cittadinanza che rischia di trasformare di nuovo la manovra in “lacrime e sangue”, l’effetto immediato sull’economia è un occhio strizzato alla recessione.

Daniele Dell'Orco
Daniele Dell'Orco

Daniele Dell’Orco è nato nel 1989. Laureato in Scienze della comunicazione presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. È direttore editoriale dei magazine online Cultora e Nazione Futura. È stato editorialista per La Voce di Romagna e dal 2015 è collaboratore del quotidiano Libero. Ha scritto “Tra Lenin e Mussolini: la storia di Nicola Bombacci” (Historica edizioni) e “Non chiamateli kamikaze“ (Giubilei Regnani). Dal 2015 è co-fondatore e responsabile dell’attività editoriale di Idrovolante Edizioni.

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