Perché i giudizi delle agenzie di rating sono così importanti
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Perché i giudizi delle agenzie di rating sono così importanti

Perché i giudizi delle agenzie di rating sono così importanti

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L’Italia sotto la lente delle agenzie internazionali. Fitch ha confermato il giudizio, il rating ‘BBB’ del nostro Paese, riconoscendolo come “sensibile a circostanze avverse”. La tripla B in pagella è il risultato di un downgrade, una revisione al ribasso, della primavera dell’anno scorso. Fitch ha abbassato però l’outlook, le prospettive, portandole da stabili a negative, spiegano dall’agenzia, per “impegni del governo non coerenti con il debito”. Ora si attende il giudizio di un’altra agenzia di rating, Moody’s, slittato entro la fine di ottobre.

Ma in cosa consistono questi concetti?

Il rating è un giudizio che viene espresso da un soggetto esterno e indipendente, l’agenzia di rating, appunto, sulle capacità di ripagare o meno i propri debiti. L’agenzia di rating valuta la solvibilità di un soggetto emittente obbligazioni; in altri termini attribuisce un giudizio circa la capacità della stessa di generare le risorse necessarie a far fronte agli impegni presi nei confronti dei creditori. Tale giudizio è sottoposto a revisione periodica. Ci sono quelli delle società e quelli delle nazioni. Essendo gli Stati i maggiori debitori in assoluto, le agenzie di rating valutano e classificano i titoli del loro debito in base alla capacità che gli stessi stati dimostrano di fronteggiarli.

La valutazione sul profilo di rischio del credito si basa su una scala di valori che riassume le informazioni qualitative e quantitative in maniera sintetica andando da AAA, che è la valutazione attribuita agli enti con basso rischio di credito, a D, in pratica “la probabilità di rimborso è nulla”.

Altro strumento di valutazione è l’outlook che, in gergo finanziario, indica la previsione a medio e lungo termine. Se è positivo le condizioni future del Paese si prevedono migliori o uguali al presente. Nel caso sia negativo sono prevedibili peggioramenti e ulteriori declassamenti, mentre se l’outlook è stabile non si prevedono cambiamenti. È verosimile, in pratica, che il giudizio o il rating resti lo stesso anche in futuro.

Daniele Dell'Orco
Daniele Dell'Orco

Daniele Dell’Orco è nato nel 1989. Laureato in Scienze della comunicazione presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. È direttore editoriale dei magazine online Cultora e Nazione Futura. È stato editorialista per La Voce di Romagna e dal 2015 è collaboratore del quotidiano Libero. Ha scritto “Tra Lenin e Mussolini: la storia di Nicola Bombacci” (Historica edizioni) e “Non chiamateli kamikaze“ (Giubilei Regnani). Dal 2015 è co-fondatore e responsabile dell’attività editoriale di Idrovolante Edizioni.

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