Pace fiscale gialloverde: l’obiettivo è raccogliere 3,5 miliardi
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Pace fiscale gialloverde: l’obiettivo è raccogliere 3,5 miliardi

Pace fiscale gialloverde: l’obiettivo è raccogliere 3,5 miliardi

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Nel programma di governo di Movimento 5 Stelle e Lega che è stato sottoscritto a fine maggio si legge: «È opportuno instaurare una ‘pace fiscale’ con i contribuenti per rimuovere lo squilibrio economico delle obbligazioni assunte e favorire l’estinzione del debito mediante un saldo e stralcio dell’importo dovuto, in tutte quelle situazioni eccezionali e involontarie di dimostrata difficoltà economica. Esclusa ogni finalità condonistica, la misura può diventare un efficace aiuto ai cittadini in difficoltà ed il primo passo verso una ‘riscossione amica’ dei contribuenti». Tra gli esponenti della maggioranza, sia prima che dopo la nascita del governo, si è parlato di cifre molto più alte

Il “saldo e stralcio” in sostanza dice che le tasse si devono pagare, ma se a un certo punto tra le parti più deboli della società c’è chi non è riuscito ed è finito nel vortice Equitalia-Agenzia delle Entrate che non gli permette di ripartire, per bocca del vicepremier Di Maio gli si dice questo: “Chiudiamola così con un forfettario e puoi ripartire”.

La pace fiscale partirebbe da gennaio 2019. È una delle ipotesi su cui sta lavorando il governo in vista della manovra. La misura potrebbe essere inserita anche nel decreto fiscale collegato che dovrebbe anche quest’anno accompagnare la legge di Bilancio. Si stanno ancora studiando i dettagli anche per evitare, viene riferito, che la “pace” si sovrapponga alla rottamazione delle cartelle ancora in corso. Secondo i primi calcoli si potrebbero ottenere circa 3,5 miliardi, utili come coperture, anche se una tantum.

Daniele Dell'Orco
Daniele Dell'Orco

Daniele Dell’Orco è nato nel 1989. Laureato in Scienze della comunicazione presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. È direttore editoriale dei magazine online Cultora e Nazione Futura. È stato editorialista per La Voce di Romagna e dal 2015 è collaboratore del quotidiano Libero. Ha scritto “Tra Lenin e Mussolini: la storia di Nicola Bombacci” (Historica edizioni) e “Non chiamateli kamikaze“ (Giubilei Regnani). Dal 2015 è co-fondatore e responsabile dell’attività editoriale di Idrovolante Edizioni.

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