Economia di mercato e proprietà privata: Cuba non è più comunista
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Economia di mercato e proprietà privata: Cuba non è più comunista

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L’Assemblea nazionale cubana ha cominciato sabato a L’Avana l’esame della bozza di nuova Costituzione, che sostituirà quella promulgata nel 1976, e nella quale non appare più alcun riferimento al “comunismo”.
Il testo sottoposto ai membri dell’organo legislativo, infatti, conferma soltanto, secondo quanto pubblicato dal quotidiano Granma, che “si ratifica il carattere socialista della Rivoluzione ed il ruolo direttivo del Partito”, nonché “la irrevocabilità del modello politico ed economico” cubano.
Il tema era stato affrontato nel dibattito in Assemblea ed un deputato aveva appunto osservato, indica Granma, che “la Costituzione del 1976 menzionava all’articolo 5 la costruzione del socialismo e l’avanzamento verso la società comunista, ed oggi invece si fa riferimento solo al socialismo”.

L’isola si appresta a riconoscere l’identità del nuovo modello della sua economia, passata da un’economia di stato socialista a un’economia di mercato internazionale. Inoltre il paese guidato per 50 anni da Fidel Castro tutelerà la proprietà privata, diritto sinora sconosciuto ai cittadini.

Nonostante le diverse rassicurazioni di Miguel Diaz-Canel, attuale presidente, “a Cuba, non ci sarà la svolta capitalista”, le influenze americane sull’economia del paese iniziano a far vacillare le basi ideologiche socialiste della storica carta costituzionale del paese.

La riforma costituzionale allo studio dell’Assemblea nazionale è composta da 224 articoli, che prevedono l’ampliamento del sistema economico del paese, incentivando forme di imprenditoria privata, che attualmente impiega circa 600mila cubani, ovvero il 13% della forza lavoro dello stato cubano.

Sembrano davvero lontani i tempi in cui a Cuba si lottava contro il nemico capitalista rappresentato in primis dagli Stati Uniti e dai paesi aderenti alle politiche e alle logiche economiche del mondo occidentale. L’Avana sembra aver capito che per sviluppare il proprio tessuto sociale ha necessariamente bisogno di ingenti capitali e di investimenti stranieri.

Daniele Dell'Orco
Daniele Dell'Orco

Daniele Dell’Orco è nato nel 1989. Laureato in Scienze della comunicazione presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. È direttore editoriale dei magazine online Cultora e Nazione Futura. È stato editorialista per La Voce di Romagna e dal 2015 è collaboratore del quotidiano Libero. Ha scritto “Tra Lenin e Mussolini: la storia di Nicola Bombacci” (Historica edizioni) e “Non chiamateli kamikaze“ (Giubilei Regnani). Dal 2015 è co-fondatore e responsabile dell’attività editoriale di Idrovolante Edizioni.

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