Gli investimenti cinesi fanno crescere il ruolo del Mediterraneo nell’economia del mare
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Gli investimenti cinesi fanno crescere il ruolo del Mediterraneo nell’economia del mare

Gli investimenti cinesi fanno crescere il ruolo del Mediterraneo nell’economia del mare

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Il Mediterraneo sempre più centrale nell’economia del mare, grazie agli investimenti cinesi. A rivelarlo è il quinto rapporto “Italian Maritime Economy” di Srm (centro studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo), presentato ad Ancona: nei porti e nella varie infrastrutture logistiche, Srm ha censito 4 miliardi di euro di investimenti dalla Cina. Anche grazie a questo il traffico container negli ultimi 20 anni nel mar Mediterraneo è cresciuto di 6 volte, il +500%: i primi 30 porti del Mediterraneo hanno superato 50 milioni (53 in tutto) di TEUs (acronimo di twenty-foot equivalent unit, unità di misura equivalente a 20 piedi), nel 1995 erano 9 milioni.

Come riporta Firstonline.info, la ricerca di SRM contiene focus di approfondimento su fenomeni di grande attualità inerenti lo sviluppo del trasporto marittimo come la Belt & Road Initiative della Cina (anche conosciuta come Via della Seta), i corridoi marittimi energetici, i modelli portuali con Singapore in evidenza. Le analisi sono state realizzate in collaborazione con la Kühne Logistics University di Amburgo, il SISI-Shanghai International Shipping Institute ed il KMI-Korea Maritime Institute con cui SRM ha siglato un “alleanza” per realizzare studi e ricerche congiunte.

È proseguita la nuova metodologia di ricerca impiantata da SRM, impostata sulle Geo rilevazioni delle rotte marittime. Esse hanno riguardato quest’anno anche il settore del Ro-Ro (Roll-on Roll off, cioè navi destinate al trasporto veicoli, un‘eccellenza italiana) ed il settore delle portacontainer di media e piccola dimensione. Nel complesso il database relativo alle portacontainer comprende circa 1 milione di dati di posizioni che indicano gli spostamenti di circa 1.700 navi che viaggiano intorno al globo terrestre. La rilevazione relativa al settore RoRo ha riguardato circa 70 mila dati inerenti le posizioni di 1.350 navi nel Mediterraneo.

Tale metodologia ha consentito la costruzione di una serie di geo-mappe che hanno rilevato la dinamica e la presenza dei flussi navali nel Mediterraneo e a livello mondiale. Si tratta di un approccio che consente di comprendere i trend del commercio internazionale e la direzione delle merci verso i mercati di sbocco, nonché i cambiamenti che gli investimenti cinesi stanno determinando a livello globale. Da queste geo-mappe emergono ancora più chiaramente i fenomeni che attestano la maggiore centralità del Mediterraneo nello scenario geo-economico marittimo.

Il Rapporto ha evidenziato la crescita dei porti italiani grazie alla componente sempre più significativa della componente internazionale del trasporto marittimo. Nello Shortsea Shipping siamo sempre leader nel Mediterraneo. L’Italia ha le potenzialità per proporsi come punto strategico di imbarco e sbarco e come hub logistico per le “Silk Ships” (Navi che percorrono la Via della Seta). Il report, inoltre, ha evidenziato come i porti italiani siano origine e destinazione di un’ingente quantità di traffico energetico, dovuto alla presenza di importanti rotte petrolifere ed a nuovi corridoi dove transitano navi che trasportano il GNL (Gas Naturale Liquefatto) che rappresenterà una delle fonti di energie in prospettiva più importanti in ambito marittimo.

Daniele Dell'Orco
Daniele Dell'Orco

Daniele Dell’Orco è nato nel 1989. Laureato in Scienze della comunicazione presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. È direttore editoriale dei magazine online Cultora e Nazione Futura. È stato editorialista per La Voce di Romagna e dal 2015 è collaboratore del quotidiano Libero. Ha scritto “Tra Lenin e Mussolini: la storia di Nicola Bombacci” (Historica edizioni) e “Non chiamateli kamikaze“ (Giubilei Regnani). Dal 2015 è co-fondatore e responsabile dell’attività editoriale di Idrovolante Edizioni.

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