Il laboratorio per studiare l’economia spaziale della Bocconi: un settore che muove miliardi
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Il laboratorio per studiare l’economia spaziale della Bocconi: un settore che muove miliardi

Il laboratorio per studiare l’economia spaziale della Bocconi: un settore che muove miliardi

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Un fatturato a livello mondiale di 350 miliardi di dollari: in Italia, un giro d’affari da 1,6 miliardi e 6000 occupati qualificati. L’economia dello spazio inizia ad avere numeri più che importanti. È per questo che a Milano è stato inaugurato ufficialmente lo “Space Economy Evolution Lab” (See Lab), che ha preso il via presso la Bocconi School of Management.
Presentato a Milano, il See Lab studia le ricadute economiche delle attività spaziali, ed è diretto dall’economista e membro del gruppo di studio Space mineral resources dell’Accademia Internazionale dell’Astronautica, Andrea Sommariva.

Il programma delle ricerche andrà stabilito in accordo con i parnters, come l’Agenzia spaziale italiana (Asi), l’Istituto nazionale di astrofisica (INAF) e l’Agenzia spaziale europea, ma due idee sono già in calendario per Sommariva: «Una prima ricerca sarà sul modello economico per cercare di avere un quadro complessivo visto che i dati statistici sono ancora molto incompleti, una seconda analisi invece più nel breve termine riguarderà i servizi sviluppabili in quesa nuova nicchia».

Il progetto approvato dal Cipe dovrebbe permettere uno sviluppo del settore in Italia, oltre che la messa in orbita di tre satelliti, grazie a un approccio innovativo: di solito le commesse statali finanziano il 100 per cento del progetto invece in questo caso pubblico e privato dividono a metà la spesa puntando su piani che permettano il rientro degli investimenti. Ciò significa che se tutto andrà secondo i programmi tra pochi anni l’Italia avrà un suo ecosistema nazionale di aziende di alta qualità. Già oggi esistono realtà affermate come la Sitael, sita a Mola di Bari, che produce in particolare piccoli satelliti. Il SeeLab si candida dunque a diventare punto di riferimento per questo settore con un occhio alle nuove frontiere come l’estrazione di minerali critici come le terre rare e i metalli del gruppo del platino dalla Luna e dagli asteroidi o il turismo spaziale.

Daniele Dell'Orco
Daniele Dell'Orco

Daniele Dell’Orco è nato nel 1989. Laureato in Scienze della comunicazione presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. È direttore editoriale dei magazine online Cultora e Nazione Futura. È stato editorialista per La Voce di Romagna e dal 2015 è collaboratore del quotidiano Libero. Ha scritto “Tra Lenin e Mussolini: la storia di Nicola Bombacci” (Historica edizioni) e “Non chiamateli kamikaze“ (Giubilei Regnani). Dal 2015 è co-fondatore e responsabile dell’attività editoriale di Idrovolante Edizioni.

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