L’incredibile ammontare del debito globale: 164mila miliardi di dollari
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L’incredibile ammontare del debito globale: 164mila miliardi di dollari

L’incredibile ammontare del debito globale: 164mila miliardi di dollari

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Il debito globale sale “ininterrottamente” dalla Seconda Guerra mondiale, toccando nel 2016 un nuovo picco di 164.000 miliardi di dollari, circa il 225% del Pil del pianeta. È il quadro che emerge da un nuovo paper del Fondo monetario internazionale che passa in rassegna il debito “lordo” (pubblico più privato) di 190 paesi dal 1950 ad oggi. E, non senza sorprese, si scopre che le economie più indebitate del mondo sono anche le più ricche.

I primi tre “singoli” debitori nella classifica mondiale sono Stati Uniti, Cina e Giappone e rappresentano oltre la metà del debito globale, significativamente superiore alla loro quota di produzione globale. Al primo posto gli Usa con un debito lordo (pubblico più privato escluse le società finanziarie) a 48mila miliardi; a seguire la Cina a 25,5 mila miliardi, il Giappone a 18,2mila miliardi e la Francia a 6,7 mila miliardi. Il debito delle restanti economie avanzate complessivamente ammonta a 46,2 mila miliardi, mentre dei restanti paesi emergenti a 12,7mila mld.

L’approdo della Cina tra le prime posizioni è comunque uno sviluppo relativamente nuovo, con la quota del colosso asiatico nel debito globale che è salita da un livello inferiore al 3% agli inizi del millennio a oltre il 15% oggi, con l’ascesa del credito dopo la crisi finanziaria globale.

Rispetto al picco precedente del 2009, il debito globale è ora superiore del 12% rispetto al prodotto interno lordo, con un trend generale in rialzo trainato dal settore privato, che dal 1950 ad oggi ha quasi triplicato il suo debito. E se ampliamo la visione, emerge come “il debito globale abbia seguito tendenza al rialzo quasi ininterrotta dalla Seconda guerra mondiale ad oggi”, osservano gli analisti del Fondo.

Daniele Dell'Orco
Daniele Dell'Orco

Daniele Dell’Orco è nato nel 1989. Laureato in Scienze della comunicazione presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. È direttore editoriale dei magazine online Cultora e Nazione Futura. È stato editorialista per La Voce di Romagna e dal 2015 è collaboratore del quotidiano Libero. Ha scritto “Tra Lenin e Mussolini: la storia di Nicola Bombacci” (Historica edizioni) e “Non chiamateli kamikaze“ (Giubilei Regnani). Dal 2015 è co-fondatore e responsabile dell’attività editoriale di Idrovolante Edizioni.

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