Economia circolare, produrre meno rifiuti e creare mezzo milione di posti di lavoro
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Economia circolare, produrre meno rifiuti e creare mezzo milione di posti di lavoro

Economia circolare, produrre meno rifiuti e creare mezzo milione di posti di lavoro

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L’obiettivo è ambizioso, ma in caso contrario la proposta di modifica della direttiva 1999/31/Ce licenziata dal Parlamento Europeo lo scorso 18 aprile non avrebbe proprio avuto ragione d’esistere. Fa parte del pacchetto di quattro direttive sull’economia circolare e fa da sponda alla proposta di direttiva che modifica la direttiva madre sui rifiuti, per spingere verso una economia circolare all’insegna del riciclo, della riparazione, della prevenzione nella produzione di rifiuti. In particolare il provvedimento stabilisce che gli Stati membri assicurano che entro il 2035 la quantità di rifiuti urbani collocati in discarica sia ridotta al 10% (o meno) passando dall’attuale 44% al 55% nel 2025, fino al 65% nel 2035.

Il testo ora tornerà al Consiglio per un’approvazione formale, prima della pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea (pubblicazione prevista entro 20-30 giorni. Poi si aprirà un periodo di circa 24 mesi per il recepimento in Italia).

Obiettivi ambiziosi sì, ma in realtà c’è già chi riesce a stare alla grande nei parametri. Nel 2014, Austria, Belgio, Danimarca, Germania, Olanda e Svezia non hanno inviato praticamente alcun rifiuto in discarica, mentre Cipro, Croazia, Grecia, Lettonia e Malta hanno interrato più di tre quarti dei loro rifiuti urbani. L’Italia nel 2016 ha smaltito in discarica 26,9 milioni di tonnellate di rifiuti, circa 123 chili pro capite che corrispondono al 27,64% della quota di rifiuti prodotti.

Inoltre, in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, gli Stati membri dovrebbero ridurre gli sprechi alimentari del 30% entro il 2025 e del 50% entro il 2030. Al fine di prevenire lo spreco di alimenti, i Paesi UE dovrebbero incentivare la raccolta dei prodotti invenduti e la loro ridistribuzione in condizioni di sicurezza.

Il tutto, nelle pur rosee aspettative della Commissione europea, dovrebbe portare alla creazione di almeno mezzo milione di nuovi posti di lavoro in tutto il Continente, come riporta lo studio della Ellen MacArthur Foundation. Sono posti di lavoro specializzati, che rientrano sei settori strategici come l’innovazione e le nuove tecnologie, e che inseriti nel sistema dell’economia circolare dovrebbero portare a una crescita del Pil europeo del 7% entro il 2035.

Daniele Dell'Orco
Daniele Dell'Orco

Daniele Dell’Orco è nato nel 1989. Laureato in Scienze della comunicazione presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. È direttore editoriale dei magazine online Cultora e Nazione Futura. È stato editorialista per La Voce di Romagna e dal 2015 è collaboratore del quotidiano Libero. Ha scritto “Tra Lenin e Mussolini: la storia di Nicola Bombacci” (Historica edizioni) e “Non chiamateli kamikaze“ (Giubilei Regnani). Dal 2015 è co-fondatore e responsabile dell’attività editoriale di Idrovolante Edizioni.

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