Paradosso Amazon: vende medicinali ma i suoi dipendenti hanno manie suicide
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Paradosso Amazon: vende medicinali ma i suoi dipendenti hanno manie suicide

Paradosso Amazon: vende medicinali ma i suoi dipendenti hanno manie suicide

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Amazon è un paradosso vivente. Il colosso di Seattle da poche settimane ha lanciato la sua linea di farmaci da banco (gli Otc o over the counter che si possono vendere senza ricetta medica) e ha siglato un accordo con Berkshire Hathaway (la holding guidata dall’investitore miliardario Warren Buffett) e JPMorgan Chase per creare una società di assistenza sanitaria per i propri dipendenti negli Stati Uniti. Non è ancora chiaro in che modo e con che strumenti le tre società sosterranno l’assistenza medica dei propri lavoratori, se con sconti per farmaci e prestazioni sanitarie, accessi facilitati ai servizi o fornendo un primo consulto medico online. Una strategia sembra essere quella di sfruttare la tecnologia per fornire un accesso semplificato ed economico ai servizi medici. Per esempio usando piattaforme vocali – come Alexa – per fornire un primo consulto medico. Considerando che il colosso del retail online guidato da Jeff Bezos da diverso tempo spinge anche per la distribuzione dei farmaci, in un ipotetico scenario futuro un americano potrebbe chiedere comodamente da casa un consulto medico al proprio assistente virtuale, comprare eventuali farmaci online e farseli consegnare in giornata.

Di contro, l’avvento di Amazon nel mercato dei farmaci non mette i suoi dipendenti al riparo dalle malattie. Anzi, Amazon diffonde i medicinali, mentre chi lavora in Amazon si ammala. La compagnia di Jeff Bezos è infatti di nuovo sotto accusa, stavolta dopo un sondaggio della britannica Organise, realizzato su cento dipendenti del deposito di Rugeley, nello Staffordshire, nord dell’Inghilterra. L’organizzazione, che si batte per migliori condizioni sul posto di lavoro, ha svelato come la metà dei cento intervistati (su un totale di 1.200 persone impiegate nel magazzino da 65mila metri quadrati), ha ammesso di soffrire di depressione da quando ha cominciato a lavorare per l’azienda di Jeff Bezos, l’uomo più ricco del mondo. Otto di loro hanno anche confessato di avere tentazioni suicide. E i tre quarti hanno ammesso di evitare di bere, fino ad assetarsi, per limitare le visite al bagno e mancare gli obiettivi sulla produttività.

Amazon rigetta le accuse e si dice persino scettico sulla circostanza che le persone intervistate abbiano realmente lavorato per l’azienda. «Ci impegniamo per garantire un ottimo ambiente per tutti i nostri dipendenti e il mese scorso LinedkIn ci ha indicato come il settimo posto più ricercato nel Regno Unito e il primo negli Usa».

Daniele Dell'Orco
Daniele Dell'Orco

Daniele Dell’Orco è nato nel 1989. Laureato in Scienze della comunicazione presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. È direttore editoriale dei magazine online Cultora e Nazione Futura. È stato editorialista per La Voce di Romagna e dal 2015 è collaboratore del quotidiano Libero. Ha scritto “Tra Lenin e Mussolini: la storia di Nicola Bombacci” (Historica edizioni) e “Non chiamateli kamikaze“ (Giubilei Regnani). Dal 2015 è co-fondatore e responsabile dell’attività editoriale di Idrovolante Edizioni.

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