Il futuro nero dell’elettronica: a rischio oltre 1000 posti di lavoro
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Il futuro nero dell’elettronica: a rischio oltre 1000 posti di lavoro

Il futuro nero dell’elettronica: a rischio oltre 1000 posti di lavoro

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Consumi in caduta libera e parallelamente crescita esponenziale delle vendite online. Il settore dell’elettronica non ha mai sofferto come oggi. Trony ha già chiuso 6 dei suoi punti vendita, e altre società non se la stanno passando meglio. Euronics e Mediaworld devono combattere quotidianamente per far fronte alla minaccia del nuovo nemico, che già ha un’identità ben precisa, e lo fanno utilizzando qualsiasi strumento. Negli Stati Uniti, le vittime di quella che tempo fa poteva sembrare la naturale evoluzione del mercato, sono state ribattezzate “Death by Amazon”, letteralmente “Uccise da Amazon”. Il bilancio dei danni è ingente, e le vittime sono incalcolabili. Al momento quelle ufficiali sono almeno 10mila. Nel nostro Paese i posti di lavoro a rischio sono oltre 1000.

Se da una parte si registra un crollo di un settore, che guarda al futuro con sempre maggiore preoccupazione, dall’altro c’è un mercato e-commerce italiano che nel suo complesso è arrivato a contare 22 milioni di Webshopper. Stando ai dati diffusi dall’Osservatorio del Politecnico di Milano il settore corre e nell’ultimo anno ha visto il numero dei compratori salire del 10 per cento, e quello delle vendite del 17 per cento, generando entrate per un totale di 23,6 miliardi di euro. Nel campo dell’e-commerce l’elettronica di consumo è certamente il comparto principale, il settore più maturo. Secondo le nostre stime ha una quota del 22 per cento sul totale delle vendite che di qui a qualche anno potrebbe salire al 40-45 per cento.

Daniele Dell'Orco
Daniele Dell'Orco

Daniele Dell’Orco è nato nel 1989. Laureato in Scienze della comunicazione presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. È direttore editoriale dei magazine online Cultora e Nazione Futura. È stato editorialista per La Voce di Romagna e dal 2015 è collaboratore del quotidiano Libero. Ha scritto “Tra Lenin e Mussolini: la storia di Nicola Bombacci” (Historica edizioni) e “Non chiamateli kamikaze“ (Giubilei Regnani). Dal 2015 è co-fondatore e responsabile dell’attività editoriale di Idrovolante Edizioni.

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