Crolla la produzione di zucchero Made in Italy: l’Europa ci lascia con l’amaro in bocca
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Crolla la produzione di zucchero Made in Italy: l’Europa ci lascia con l’amaro in bocca

Crolla la produzione di zucchero Made in Italy: l’Europa ci lascia con l’amaro in bocca

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La notizia è di quelle che fanno raccapricciare qualsiasi appassionato di Made in Italy. Ma anzi, in generale, chiunque abbia a cuore le sorti delle eccellenze di questo Paese. Da quando l’Unione europea ha posto fine al regime delle quote produttive fissate per ogni Paese membro liberalizzando la filiera dello zucchero, l’Italia è stata seriamente danneggiata. Francia e Germania, infatti, hanno aumentato la produzione del 20 per cento, con eccedenze che arrivano a 4 milioni di tonnellate in Europa. Il settore produttivo italiano è quello che sta subendo più di tutti questa corsa alla produzione.

Un dato, riportato da Il Messaggero, è eloquente per comprendere la crisi del settore dello zucchero. Eridania, storico marchio della nostra industria, è al 100% made in France. Nell’estate del 2016 è passata in mano alla Cristal Union e  lo zucchero viene prodotto in Francia con barbabietole francesi. E adesso il rischio è che ci siano altre acquisizioni di nostre aziende che soffrono una crisi del settore senza precedenti. Oltre ai rischi che corrono le loro attività produttive, c’è tutta la filiera dello zucchero che è ormai in cronica sofferenza, a partire dai campi di barbabietole, passati da 233mila ettari a 36mila con i dipendenti ridotti da 7mila a 1.200. Il crollo delle barriere apre ora la strada all’arrivo di francesi, tedeschi e produttori del nord Europa.

Come ha detto il presidente regionale di Fedagri/Confcooperative Carlo Piccinini al Corriere della Sera, “la filiera della barbabietola da zucchero rappresenta un pezzo fondamentale del comparto agroalimentare italiano, se non si interviene per tempo rischiamo di svendere questo patrimonio alla concorrenza estera”.

Daniele Dell'Orco
Daniele Dell'Orco

Daniele Dell’Orco è nato nel 1989. Laureato in Scienze della comunicazione presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. È direttore editoriale dei magazine online Cultora e Nazione Futura. È stato editorialista per La Voce di Romagna e dal 2015 è collaboratore del quotidiano Libero. Ha scritto “Tra Lenin e Mussolini: la storia di Nicola Bombacci” (Historica edizioni) e “Non chiamateli kamikaze“ (Giubilei Regnani). Dal 2015 è co-fondatore e responsabile dell’attività editoriale di Idrovolante Edizioni.

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