Previdenza: il cumulo gratuito dei contributi versati interessa quasi 1 milione di persone. Ma la strada è ancora lunga
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Previdenza: il cumulo gratuito dei contributi versati interessa quasi 1 milione di persone. Ma la strada è ancora lunga

Previdenza: il cumulo gratuito dei contributi versati interessa quasi 1 milione di persone. Ma la strada è ancora lunga

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La legge 81/2017 (cd. Jobs act per il lavoro autonomo), pur costituendo un segnale importante di attenzione nei confronti dei lavoratori indipendenti, non crea un sistema di tutele adeguato per il lavoro professionale. Le sfide a cui rispondere riguardano i mercati finanziari ed i professionisti. La normativa sugli investimenti è ormai inadeguata rispetto a mercati sempre più incerti e in continua trasformazione.

Appare necessario un cambio di paradigma: riconoscere l’autonomia e la flessibilità per aumentare la funzionalità e i servizi nei confronti dei liberi professionisti. Corpi intermedi come le Casse si stanno prendendo carico di tanti aspetti dei propri iscritti come l’assistenza, la sanità integrativa, il credito, il welfare per il lavoro.

Un passo avanti, seppur piccolo, è rappresentato dal cumulo gratuito dei contributi versati in diverse gestioni. Approvato non più tardi di due settimane fa, interesserà almeno 700.000 lavoratori non pensionati. A dirlo, il presidente dell’Inps Tito Boeri, presentando col presidente dell’Adepp (Associazione delle Casse di previdenza dei professionisti) Alberto Oliveti la convenzione per rendere operativo lo strumento varato con l’ultima legge di Bilancio. L’operazione servirà a non penalizzare quei lavoratori che hanno avuto “carriere mobili”, con contribuzioni miste in parte all’Inps e in parte alle casse dei professionisti. La domanda di trattamento, prevede la convenzione, viene presentata alla cassa di ultima iscrizione, mentre l’istituto di previdenza metterà a disposizione delle casse una procedura automatizzata che prevede tra l’altro l’accertamento e la misura della pensione. Sarà l’Inps a erogare l’assegno.

La strada verso una riforma efficace delle Casse di Previdenza è ancora lunga, però. C’è da tener conto della modernizzazione, diventata indispensabile, delle politiche sulla vigilanza, che non si riscontra nei provvedimenti fin qui presentati. Per questo è fondamentale poter aumentare le prestazioni nei confronti dei professionisti attraverso le risorse negli anni accumulate. Soprattutto, servono criteri di riferimento. Uno di questi non può non essere quello puramente solidale che tenga conto dei cambiamenti dei mercati del lavoro derivanti dalle tecnologie, dalla demografia, dai mutamenti legislativi e dalla concorrenza globale. Un quadro che si riflette gioco-forza su alcune platee di liberi professionisti, già riscontrabili in alcuni settori professionali.

Daniele Dell'Orco
Daniele Dell'Orco

Daniele Dell’Orco è nato nel 1989. Laureato in Scienze della comunicazione presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. È direttore editoriale dei magazine online Cultora e Nazione Futura. È stato editorialista per La Voce di Romagna e dal 2015 è collaboratore del quotidiano Libero. Ha scritto “Tra Lenin e Mussolini: la storia di Nicola Bombacci” (Historica edizioni) e “Non chiamateli kamikaze“ (Giubilei Regnani). Dal 2015 è co-fondatore e responsabile dell’attività editoriale di Idrovolante Edizioni.

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