Indice della Libertà Economica 2018: l’Italia è al 79° posto, anche Rwanda, Sud Africa, Turchia e Giordania fanno meglio
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Indice della Libertà Economica 2018: l’Italia è al 79° posto, anche Rwanda, Sud Africa, Turchia e Giordania fanno meglio

Indice della Libertà Economica 2018: l’Italia è al 79° posto, anche Rwanda, Sud Africa, Turchia e Giordania fanno meglio

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L’ultimo indice sulla libertà economica nel mondo, redatto dalla Heritage Foundation, vede l’Italia stanziata a un ben poco lusinghiero 79° posto. Davanti a noi, purtroppo, non si trovano solo Paesi quali Regno Unito, Stati Uniti, Canada, Israele, i tre scandinavi, i tre baltici… ossia Stati noti per essere economicamente più dinamici e liberi rispetto al nostro; davanti all’Italia troviamo anche, tra gli altri, Spagna, Macedonia, Colombia, Rwanda, Sud Africa, Turchia, Giordania… ed è meglio interrompere qui la lista. Il punteggio complessivo (62,5) si situa leggermente al di sopra della media globale (61,1).

Certo, il lavoro della Heritage è limitato al solo aspetto della libertà economica: ciò significa che non necessariamente la situazione economica complessiva di un Paese che precede il nostro nel ranking sia migliore di quella italiana. Per fare un esempio su tutti, il Rwanda, 39° nella graduatoria, è sì un Paese in grande crescita (+6% PIL reale previsto nel 2018 dall’Economist Intelligence Unit) e dove si respira, complessivamente, maggiore libertà economica ma, per il resto, il paragone con l’Italia è decisamente sbilanciato a nostro favore. Fatte le dovute premesse, però, resta la necessità di non sottovalutare l’infimo risultato che il nostro Paese ha raggiunto. Le cause di questi valori così bassi sono sempre le stesse: inadeguatezza della macchina statale, corruzione, lentezza e complessità burocratica, ambiente ostile agli investimenti, peso fiscale troppo alto e troppo bassa qualità espressa dalla classe politica.

Toccherà al nuovo governo (chissà quale) cercare di mitigarne almeno qualcuno.

Daniele Dell'Orco
Daniele Dell'Orco

Daniele Dell’Orco è nato nel 1989. Laureato in Scienze della comunicazione presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. È direttore editoriale dei magazine online Cultora e Nazione Futura. È stato editorialista per La Voce di Romagna e dal 2015 è collaboratore del quotidiano Libero. Ha scritto “Tra Lenin e Mussolini: la storia di Nicola Bombacci” (Historica edizioni) e “Non chiamateli kamikaze“ (Giubilei Regnani). Dal 2015 è co-fondatore e responsabile dell’attività editoriale di Idrovolante Edizioni.

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