L’Ufficio parlamentare di Bilancio avverte: “L’aumento delle tasse sarà difficile da evitare”
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L’Ufficio parlamentare di Bilancio avverte: “L’aumento delle tasse sarà difficile da evitare”

L’Ufficio parlamentare di Bilancio avverte: “L’aumento delle tasse sarà difficile da evitare”

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Conti alla mano, pare ci sia poco da fare. Quale che sia il nuovo governo un aumento di Iva e accise nei prossimi mesi è da considerare “quasi” obbligato. Come riporta Antonio Signorini su Il Giornale “In primavera ci verrà richiesta una manovra correttiva e se ne dovrà fare carico il prossimo governo. A sostenerlo è l’Ufficio parlamentare di Bilancio guidato dall’economista Giuseppe Pisauro in un documento sulle prospettive della finanza pubblica italiana. Di fatto, il punto sulla situazione dei conti pubblici ad uso del prossimo esecutivo. «Il rispetto delle regole del braccio preventivo è di nuovo a rischio di deviazione significativa. Come avvenuto nello scorso anno, nell’ambito della sorveglianza europea potrebbe emergere la richiesta di misure correttive che riportino il saldo a un livello coerente con il rispetto delle regole».

Per i prossimi anni c’è ad esempio il rischio che esploda la spesa per il pubblico impiego. Intanto non è stato contabilizzato il costo del rinnovo dei contratti del personale degli enti territoriali e della sanità per i quali «in prospettiva potrebbe essere necessario reperire risorse aggiuntive», da parte delle autonomie locali. L’Upb non fa cifre, ma potrebbero essere circa 1,2 miliardi di euro.

L’Upb vede in calo l’incidenza del debito pubblico e anche della spesa per interessi. Ma nei conti dell’ufficio è incorporato l’aumento dell’Iva e delle accise previsto dalle clausole di salvaguardia nel 2019. L’ultima legge di Bilancio lo ha confermato.

Vero che tutti i partiti intendono evitarlo nel 2019 e 2020, ma questa scelta risulta «particolarmente ardua alla luce della progressiva riduzione dei margini di contenimento di molte voci del bilancio». La disattivazione del 2018 è stata in larga parte finanziata in deficit ma «al momento, a livello europeo, non sembrano esistere margini per la concessione di ulteriore flessibilità»”.

Daniele Dell'Orco
Daniele Dell'Orco

Daniele Dell’Orco è nato nel 1989. Laureato in Scienze della comunicazione presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. È direttore editoriale dei magazine online Cultora e Nazione Futura. È stato editorialista per La Voce di Romagna e dal 2015 è collaboratore del quotidiano Libero. Ha scritto “Tra Lenin e Mussolini: la storia di Nicola Bombacci” (Historica edizioni) e “Non chiamateli kamikaze“ (Giubilei Regnani). Dal 2015 è co-fondatore e responsabile dell’attività editoriale di Idrovolante Edizioni.

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