La cabrio di Elion Musk naviga nello spazio ma la Tesla mette a segno una perdita di 675 milioni
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La cabrio di Elion Musk naviga nello spazio ma la Tesla mette a segno una perdita di 675 milioni

La cabrio di Elion Musk naviga nello spazio ma la Tesla mette a segno una perdita di 675 milioni

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Possibile, si domandano molti analisti finanziari, che un uomo come Elon Musk, così capace di attrarre l’attenzione di investitori multimiliardari, e di mettere in piedi la sua fantastiliardaria Gigafactory in Nevada, non riesca a chiudere un trimestre in attivo? O meglio: per esserci riuscito c’è riuscito. Ma solo due volte dai tempi della sua quotazione in Borsa, nel 2010. L’ultima batosta è di ieri. Come riporta Luciano Gulli sul Giornale, Tesla mette a segno la peggiore perdita trimestrale della sua storia: 675 milioni di dollari. Musi lunghi a Wall Street, soprattutto fra quanti proiettano il dato odierno sui 30 milioni di utile del corrispondente periodo dell’anno scorso. Il risultato per azione, che è poi il dato più atteso negli Stati Uniti anche per assegnare una miglior valutazione ai titoli quotati, mostra una perdita di 3,7 dollari, contro l’utile di 15 centesimi di un anno fa. Insomma, una bella botta all’immagine dell’uomo che martedì sera, col lancio del suo razzo megagalattico in viaggio nel cosmo ha tenuto il mondo (tranne la fetta di umani che guardavano Sanremo) col fiato sospeso.

I problemi, per Elon Musk, sono cominciati col lancio della «Model 3», la berlina compatta che nei progetti del mega industriale galattico sarebbe dovuta essere (esagero, certo) quel che la 500 Fiat fu per gli italiani nei Sixties. Vendite fino a 500mila pezzi l’anno, vaticinava Musk. Poi, sono cominciati i problemi. Non solo quelli, ampiamente previsti, relativi alla fase iniziale di produzione di qualsiasi veicolo. Quelli più seri hanno a che fare con la ingolfatissima linea di assemblaggio dei moduli delle batterie alla Gigafactory di Musk, in Nevada. Il che ha portato alla produzione di appena 260 esemplari della berlina compatta contro i preventivati 1.500 per settembre. Gli ordini tuttavia non mancano. E le previsioni rosee neppure, nonostante il bagno di sangue del «trimestre nero». Il costruttore californiano ha infatti confermato i target commerciali per il 2017, in particolare per la Model S e la Model X. Grazie anche ai record di ordini raccolti nell’ultimo trimestre, è previsto che le consegne della berlina e della Suv superino i 100mila esemplari, con una crescita del 31% rispetto al 2016.

Nella conference call con gli analisti, Musk ha anticipato il target di incrementare la produzione Tesla a 1 milione di veicoli entro il 2020 anche grazie all’avvio degli investimenti per il SUV compatto Model Y. Intanto, però, l’unico pianeta rosso che ha visto Musk è il bilancio della sua azienda.

Daniele Dell'Orco
Daniele Dell'Orco

Daniele Dell’Orco è nato nel 1989. Laureato in Scienze della comunicazione presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. È direttore editoriale dei magazine online Cultora e Nazione Futura. È stato editorialista per La Voce di Romagna e dal 2015 è collaboratore del quotidiano Libero. Ha scritto “Tra Lenin e Mussolini: la storia di Nicola Bombacci” (Historica edizioni) e “Non chiamateli kamikaze“ (Giubilei Regnani). Dal 2015 è co-fondatore e responsabile dell’attività editoriale di Idrovolante Edizioni.

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