Il colosso americano che punta sull’Alta Velocità italiana e compra Italo per 2 miliardi
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Il colosso americano che punta sull’Alta Velocità italiana e compra Italo per 2 miliardi

Il colosso americano che punta sull’Alta Velocità italiana e compra Italo per 2 miliardi

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Gli azionisti di Ntv (“Italo”) hanno accettato l’offerta del fondo statunitense Global Infrastructure partners III, investitore internazionale specializzato in infrastrutture che gestisce circa USD 40 miliardi per i propri investitori, per l’acquisto dell’intero capitale sociale, per un controvalore di 1,94 miliardi.

Lo rende noto un comunicato che annuncia la convocazione del consiglio di amministrazione che prenderà atto della volontà dei soci e provvederà al ritiro della domanda di autorizzazione per la quotazione in Borsa già presentata alla Consob. È inoltre previsto che gli attuali azionisti di Italo incassino un dividendo di 30 milioni di euro già deliberato dall’assemblea lo scorso 19 gennaio, e che la società acquirente sostenga le spese relative all’interrotto proceso di quotazione fino a 10 milioni. L’esborso del fondo statunitense arriva a un controvalore complessivo di 1,98 miliardi.

La potenza di fuoco di Global Infrastructure Partners è fuori discussione: tra il 2013 e il 2015 Gip ha dismesso diverse partecipazioni in gruppi importanti, soprattutto nel settore energetico incassando denaro fresco. E adesso ha tanto cash da spendere. Tra l’agosto scorso e le ultime settimane ha chiuso ben cinque acquisizioni importanti. Gestisce 40 miliardi di dollari, macina 5 miliardi di utili l’anno e ha un esercito di 21mila dipendenti in tutto il mondo.

Ora si guarda al futuro: un proprietario così ingombrante e danaroso potrebbe innescare una nuova guerra dei prezzi e della qualità del servizio ferroviario che dal 2012 – anno del battesimo su rotaia di Italo – a oggi ha bruciato le tappe tagliando i prezzi del 40 per cento. Quindi buone notizie per i passeggeri. Da valutare, invece, l’impatto sulle maestranze. I dipendenti di Italo da diverse settimane combattono, usando anche l’arma dello sciopero, per il contratto e il riconoscimento di premi di produzione dati a singhiozzo o solo ad alcune componenti dei lavoratori.

Daniele Dell'Orco
Daniele Dell'Orco

Daniele Dell’Orco è nato nel 1989. Laureato in Scienze della comunicazione presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. È direttore editoriale dei magazine online Cultora e Nazione Futura. È stato editorialista per La Voce di Romagna e dal 2015 è collaboratore del quotidiano Libero. Ha scritto “Tra Lenin e Mussolini: la storia di Nicola Bombacci” (Historica edizioni) e “Non chiamateli kamikaze“ (Giubilei Regnani). Dal 2015 è co-fondatore e responsabile dell’attività editoriale di Idrovolante Edizioni.

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