L’Italia presenta un ricorso per riavere l’EMA a Milano, ma il Pd rischia un autogol elettorale
Blog / in Evidenza / Sanità / L’Italia presenta un ricorso per riavere l’EMA a Milano, ma il Pd rischia un autogol elettorale
L’Italia presenta un ricorso per riavere l’EMA a Milano, ma il Pd rischia un autogol elettorale

L’Italia presenta un ricorso per riavere l’EMA a Milano, ma il Pd rischia un autogol elettorale

Blogin EvidenzaSanità

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha detto in un’intervista radiofonica che partirà un ricorso del governo italiano per rimettere in discussione l’assegnazione dell’Agenzia Europea per i Medicinali (in inglese European Medicines Agency, abbreviata in EMA). Sala ha poi deciso di presentare un altro ricorso del Comune al Tribunale dell’Unione europea, indipendente da quello presentato dal governo. Dopo il trasferimento forzato da Londra, causa Brexit, il 20 novembre scorso i ministri per gli Affari europei dei 27 paesi dell’UE avevano votato tra le 19 città candidate: dopo la terza e ultima votazione, dove Amsterdam e Milano avevano ottenuto entrambe 13 voti, Amsterdam aveva vinto il sorteggio finale.

Negli ultimi giorni però il direttore di EMA, Guido Rasi, ha fatto sapere durante una conferenza stampa che l’amministrazione di Amsterdam è in ritardo con la preparazione della nuova sede per l’Agenzia: l’edificio non c’è ancora e probabilmente non sarà pronto entro il primo giorno di Brexit, ossia il 30 marzo 2019. Dunque, è stata proposta una soluzione transitoria che, secondo Rasi, «non è ottimale» perché «dimezza» lo spazio della sede di Londra. Per evitare il doppio trasloco Milano ha offerto il Pirellone, che è già pronto e disponibile in pochi mesi, occorre solo traslocare gli uffici del consiglio regionale.

L’agenzia del farmaco ha un forte impatto economico sulla città che ne ospita la sede. Si calcolano qualcosa come 40 milioni di euro all’anno per i consumi delle novecento famiglie dei dipendenti di Ema, oltre ai rapporti di lavoro delle imprese che avrebbero intrattenuto rapporti con l’agenzia (30 milioni) e l’indotto turistico con 600 mila professionisti ogni anno a Milano e 25 milioni di euro in consumi tra alberghi, ristoranti e altro.

Il ricorso che verrà presentato da Roma non avrà molte probabilità di essere accolto, come avverte lo stesso Sala, anche perché già all’atto dell’assegnazione della sede, l’Olanda aveva messo in guardia la UE che non avrebbe potuto rispettare i tempi prescritti. E allora sembra da un lato quasi un atto dovuto, dall’altro un atto politico in piena campagna elettorale per segnalare la forza del governo nei confronti dell’Europa per fare valere le proprie ragioni.

Tuttavia, per quanto certamente doveroso, il ricorso potrebbe trasformarsi in un boomerang elettorale per Palazzo Chigi e il PD. Non solo si riaprono i fari sulla dimostrata incapacità del governo di farsi rispettare a Bruxelles, ma oltre tutto si evidenza il torto subito dall’Italia ad opera delle istituzioni comunitarie, dando fuoco alle polveri dell’euro-scetticismo, che già bruciano da tempo e che rischiano di spostare ulteriori consensi a beneficio di chi più o meno esplicitamente li cerca tra gli italiani stanchi della UE e dei suoi “diktat”.

Daniele Dell'Orco
Daniele Dell'Orco

Daniele Dell’Orco è nato nel 1989. Laureato in Scienze della comunicazione presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. È direttore editoriale dei magazine online Cultora e Nazione Futura. È stato editorialista per La Voce di Romagna e dal 2015 è collaboratore del quotidiano Libero. Ha scritto “Tra Lenin e Mussolini: la storia di Nicola Bombacci” (Historica edizioni) e “Non chiamateli kamikaze“ (Giubilei Regnani). Dal 2015 è co-fondatore e responsabile dell’attività editoriale di Idrovolante Edizioni.

Commenti

Newsletter

Articoli Recenti

Il Centro Studi è un luogo d’incontro e di confronto per quanti credono nel decisivo valore dell’impegno personale, sociale e culturale una zona franca libera da vincoli e dall’imposizione dei “pensieri dominanti”.

Newsletter