Crollo Pd e incompetenza a 5 stelle nei collegi uninominali: centrodestra è a un passo dal Governo
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Crollo Pd e incompetenza a 5 stelle nei collegi uninominali: centrodestra è a un passo dal Governo

Crollo Pd e incompetenza a 5 stelle nei collegi uninominali: centrodestra è a un passo dal Governo

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Il Pd renziano, per esempio, ha ragionato su un (ottimistico) 24 per cento dei voti, più un 2 per cento portato dai suoi micro-alleati (in particolare la Bonino): non certo numeri da partito vincente o autosufficiente. Immaginando di portare in Parlamento circa 200 tra deputati e senatori, è chiaro che Renzi ne ha voluto fare una falange armata e obbediente, una piccola navicella corazzata per reggere ai marosi di una legislatura incerta. E se i Cinquestelle, con il loro raffazzonato sistema di selezione, hanno dimostrato una grande impreparazione seppur mitigata da qualche «buon acquisto» della società civile (il loro punto debole resterà nei collegi uninominali), è il centrodestra a presentarsi compiutamente come «squadra da battere», con liste abbastanza equilibrate anche dal punto di vista territoriale.

In base agli ultimi sondaggi, le simulazioni che ne derivano confermano ormai la possibilità di un risultato sorprendente: cioè che la coalizione con Berlusconi, Tajani, Salvini, Meloni e Cesa abbia i numeri in Parlamento per poter governare. Se fino alle scorse settimane i dati arrivavano a 269/280 seggi, ora si stanno attestando su 320 deputati a Montecitorio e 162 senatori a Palazzo Madama, ovvero quanti ne bastano per cominciare a dovere la legislatura senza pasticci. La rilevazione viene riportata dal sito affaritaliani.it, ma è in linea con altre similari. Man mano che si chiariscono le sfide nei singoli collegi, emerge che il 70-71 per cento di quelli uninominali potranno essere ad appannaggio dei candidati del centrodestra. Non solo al Nord, ma anche in larga parte del Sud e della Sicilia, con qualche possibile sorpresa nelle roccheforti (ex) rosse. I grillini non sono riusciti, per il momento, a ribaltare l’immagine abbastanza dilettantesca dei loro candidati, mentre il Pd paga in maniera determinante un isolamento che la segreteria Renzi sembra perseguire oltre ogni misura: una «bad company» l’ha definita Orlando.

Daniele Dell'Orco
Daniele Dell'Orco

Daniele Dell’Orco è nato nel 1989. Laureato in Scienze della comunicazione presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. È direttore editoriale dei magazine online Cultora e Nazione Futura. È stato editorialista per La Voce di Romagna e dal 2015 è collaboratore del quotidiano Libero. Ha scritto “Tra Lenin e Mussolini: la storia di Nicola Bombacci” (Historica edizioni) e “Non chiamateli kamikaze“ (Giubilei Regnani). Dal 2015 è co-fondatore e responsabile dell’attività editoriale di Idrovolante Edizioni.

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