Gli scienziati spostano in avanti l’orologio dell’Apocalisse: siamo a 2 minuti dalla fine del mondo
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Gli scienziati spostano in avanti l’orologio dell’Apocalisse: siamo a 2 minuti dalla fine del mondo

Gli scienziati spostano in avanti l’orologio dell’Apocalisse: siamo a 2 minuti dalla fine del mondo

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Siamo sempre più vicini alla fine del mondo (almeno a sentire gli esperti  del Bollettino degli scienziati atomici).

L’organizzazione – il cui consiglio di amministrazione comprende 15 premi Nobel – crede “che il mondo non sia solo più pericoloso ora di quanto lo fosse un anno fa; ma è tanto minaccioso di quanto lo è stato durante la Seconda Guerra Mondiale”, hanno scritto i funzionari del Bollettino, Lawrence M. Krauss e Robert Rosner in un opuscolo pubblicato giovedì dal Washington Post.    “In effetti, l’orologio del giorno del giudizio è tanto vicino a mezzanotte – due minuti ora – come lo era nel 1953, quando le paure della guerra fredda raggiunsero forse i loro livelli più alti”.

Krauss, un fisico teorico, e Rosner, un astrofisico, hanno aggiunto: “Definire il mondo una situazione nucleare terribile significa sottovalutare il pericolo e la sua immediatezza. Il programma di armi nucleari della Corea del Nord ha registrato notevoli progressi nel 2017, aumentando i rischi per sé, gli altri Paesi della regione e gli Stati Uniti “.

L’orologio misura metaforicamente la vicinanza dell’umanità alla catastrofe globale.  Anche l’anno scorso è aumentato, arrivando a 2 minuti e mezzo a “mezzanotte”. Il rischio di oggi è paragonabile a quello1953, quando gli Stati Uniti hanno testato il loro primo dispositivo termonucleare, seguiti, pochi mesi dopo, dal test bomba all’idrogeno dell’Unione Sovietica.

Spostando l’orologio di 30 secondi più vicino all’ora della catastrofe globale, il gruppo ha citato “il fallimento del presidente Trump e di altri leader mondiali per far fronte alle incombenti minacce della guerra nucleare e dei cambiamenti climatici”.

Daniele Dell'Orco
Daniele Dell'Orco

Daniele Dell’Orco è nato nel 1989. Laureato in Scienze della comunicazione presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. È direttore editoriale dei magazine online Cultora e Nazione Futura. È stato editorialista per La Voce di Romagna e dal 2015 è collaboratore del quotidiano Libero. Ha scritto “Tra Lenin e Mussolini: la storia di Nicola Bombacci” (Historica edizioni) e “Non chiamateli kamikaze“ (Giubilei Regnani). Dal 2015 è co-fondatore e responsabile dell’attività editoriale di Idrovolante Edizioni.

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