Angela Merkel dice addio all’accordo per l’assorbimento dei migranti: l’Italia è di nuovo sola
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Angela Merkel dice addio all’accordo per l’assorbimento dei migranti: l’Italia è di nuovo sola

Angela Merkel dice addio all’accordo per l’assorbimento dei migranti: l’Italia è di nuovo sola

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Dopo quasi quattro mesi di trattative Angela Merkel ha trovato la chiave giusta per riprendere posizione sul problema migranti, rimettendo gli interessi della Germania al di sopra di quelli dell’Ue e chiudendo la porta d’ingresso dei rifugiati. Ma l’esca attira ancora, e le larghe intese tedesche stracciano quelle precarie che si erano decise in materia di migranti a livello europeo. Dopo il no dei Paesi dell’Est Europa e il muro, di cui si è poco parlato, innalzato dalla Francia, adesso è la volta della Germania. «L’accordo per l’assorbimento dei migranti viene cancellato», citando il tweet di Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia. Già, perché se in una coalizione composta principalmente di tre parti, Italia, Francia e Germania, due vengono a mancare, quell’accordo viene di fatto disatteso.

E così l’accordo di un Paese si trasforma in una terribile e ancor più onerosa sfida per un altro. Il tetto dei 220.000 migranti l’anno imposto dalla Grande Coalizione tedesca rende insignificante il senso del Trattato di Lisbona, trasformando quella che sta vivendo l’Italia in una situazione ancora più claustrofobica. La distribuzione è diventata ormai una stazione: qualcuno ci si ferma per un periodo ma molti passano avanti senza fermarsi, un po’ come avveniva nelle stazioni della metropolitana nelle zone di Berlino Est ai tempi del muro.

Nei primi giorni del 2018 gli arrivi in Italia sono cresciuti del 15% rispetto alla scorso anno e con porte chiuse e muri da scavalcare l’Italia si trova isolata, allontanata, tacciata. Di nuovo.

Daniele Dell'Orco
Daniele Dell'Orco

Daniele Dell’Orco è nato nel 1989. Laureato in Scienze della comunicazione presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. È direttore editoriale dei magazine online Cultora e Nazione Futura. È stato editorialista per La Voce di Romagna e dal 2015 è collaboratore del quotidiano Libero. Ha scritto “Tra Lenin e Mussolini: la storia di Nicola Bombacci” (Historica edizioni) e “Non chiamateli kamikaze“ (Giubilei Regnani). Dal 2015 è co-fondatore e responsabile dell’attività editoriale di Idrovolante Edizioni.

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