Apple sfida Amazon nel settore dei contenuti digitali: così Trump gli “regala” Netflix
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Apple sfida Amazon nel settore dei contenuti digitali: così Trump gli “regala” Netflix

Apple sfida Amazon nel settore dei contenuti digitali: così Trump gli “regala” Netflix

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La riforma fiscale di Trump «regalerà» Netflix ad Apple. Grazie all’iniziativa appena varata infatti Cupertino potrà riportare negli Stati Uniti a prezzi di saldo circa 250 miliardi di dollari che potrebbero essere investiti in nuove acquisizioni. E, dato che la Mela ha grandi progetti di investimento sui contenuti, per gli analisti di Citi ci sono buone probabilità che l’ad Tim Cook punti all’azienda che ha creato maggior valore nel settore negli ultimi anni, ossia Netflix. Del resto nel quarto trimestre la divisione servizi di Apple – che include App Store, iTunes, Apple Music, Apple Pay, AppleCare e altro – ha raggiunto ricavi per 8,5 miliardi di dollari, dimostrando come il gruppo sia già al lavoro per diversificare il proprio business in un settore che vede altri temibili concorrenti. Come Amazon che per 29 euro all’anno non solo manda a casa (gratis) tutto ciò che viene acquistato nel suo mega store online ma permette anche di vedere film e contenuti di Prime Video.

Nell’analisi di Citi, comunque, Netflix non è l’unico obiettivo. C’è anche Disney, solo però nel caso fallisse l’annunciata acquisizione di Fox da Rupert Murdoch, e case di produzione di videogiochi come Take-Two ed Electronic Arts, oltre alla piattaforma per lo streaming Hulu. Sullo sfondo c’è poi Tesla, la società produttrice di auto elettriche che sta contribuendo in maniera decisiva all’innovazione del settore come Apple ha fatto con gli smartphone.

Certo, un’azienda produttrice di contenuti è un’acquisizione più facile per Apple, che ha già una sua «Tv», un dispositivo che porta sullo schermo del salotto il suo App Store. Dall’altra distribuisce musica e film tramite iTunes e ha un servizio di streaming come Music. Senza dubbio acquisire Netflix sarebbe una mossa strategica per la produzione di film e delle serie tv.

«Apple è liquida e continua a incassare 50 miliardi di dollari l’anno – scrivono gli analisti di Citi- Fino ad oggi non voleva riportare i fondi negli Usa per non dover pagare tasse alte ma con la riforma fiscale, varata per la aumentare gli investimenti delle aziende negli Stati Uniti, il tesoretto potrebbe diventare disponibile dato che la tassa da pagare ammonterebbe solo al 10% contro il 35% ante riforma». A Wall Street Netflix capitalizza circa 80 miliardi di dollari, Apple con la riforma fiscale ne risparmia circa 60 di tasse. Insomma Netflix potrebbe essere quasi un «regalo» di The Donald a Cupertino.

Daniele Dell'Orco
Daniele Dell'Orco

Daniele Dell’Orco è nato nel 1989. Laureato in Scienze della comunicazione presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. È direttore editoriale dei magazine online Cultora e Nazione Futura. È stato editorialista per La Voce di Romagna e dal 2015 è collaboratore del quotidiano Libero. Ha scritto “Tra Lenin e Mussolini: la storia di Nicola Bombacci” (Historica edizioni) e “Non chiamateli kamikaze“ (Giubilei Regnani). Dal 2015 è co-fondatore e responsabile dell’attività editoriale di Idrovolante Edizioni.

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