Arrestato a Genova un cittadino marocchino vicino all’Isis: “Preparava azioni suicide in Italia”
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Arrestato a Genova un cittadino marocchino vicino all’Isis: “Preparava azioni suicide in Italia”

Arrestato a Genova un cittadino marocchino vicino all’Isis: “Preparava azioni suicide in Italia”

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Ad agosto era già stato arrestato per maltrattamenti nei confronti della sua ex compagna. Oggi la Digos e la Dda gli hanno contestano di “volersi immolare” per l’Isis. Per questo motivo il gip del tribunale di Genova, Nadia Magrini, ha emesso una ordinanza di custodia in carcere per Nabil Benhamir, marocchino di 39 anni. Secondo l’accusa, Benhamir sarebbe un “esponente di rilievo” dell’Isis, ritornato in Europa “con l’obiettivo di addestrare altri membri dello Stato Islamico alla fabbricazione e all’utilizzo di esplosivi“.

Nell’ordinanza il giudice scrive che l’uomo aveva ricevuto la “chiamata” ed era in attesa di ricevere istruzioni per azioni operative da compiere.  “Nabil – si legge nelle carte – scrive alla ‘sorella Farah’: Ha chiamato il chiamante… devo andare al lavoro… Parliamo un’altra volta. Inshallah, che Dio allunghi la mia età e il mio destino. Prega per me per la Shahada e che accetti il mio lavoro…”. Nell’ordinanza il gip sottolinea “l’elevato grado di pericolo in relazione ai contatti con soggetti verosimilmente disponibili alla realizzazione di attentati e allo scambio con gli stessi di informazioni su come realizzare ordigni esplosivi”. Secondo il giudice, tra l’altro, c’era il rischio che Benhamir fuggiste. “Sussiste altresì il pericolo di fuga – annota nelle carte il gip Magrini – L’indagato è soggetto non stabilmente radicato sul territorio essendo privo di significativi legami affettivi o di legami lavorativi o familiari. Si muoveva con disinvoltura in Europa, viveva in Germania e Olanda, e verosimilmente dispone di contatti in Marocco ove potrebbe riparare nel timore di una ulteriore condanna”.

Sul suo cellulare, insieme a istruzioni per azionare ordigni esplosivi con vecchi cellulari, uno dei quali in suo possesso, sono stati trovati video di azioni suicide e testamenti di attentatori prima di immolarsi, oltre a tracce di comunicazioni effettuate tramite WhatsApp che lasciano supporre l’esistenza di un ‘mandato’ che l’indagato avrebbe dovuto assolvere in Italia.

Nel complesso, sono 102 le espulsioni eseguite con accompagnamento nel proprio paese nel corso del 2017 e 234 quelle eseguite dal 1 gennaio 2015 ad oggi per soggetti vicini all’estremismo religioso.

Daniele Dell'Orco
Daniele Dell'Orco

Daniele Dell’Orco è nato nel 1989. Laureato in Scienze della comunicazione presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. È direttore editoriale dei magazine online Cultora e Nazione Futura. È stato editorialista per La Voce di Romagna e dal 2015 è collaboratore del quotidiano Libero. Ha scritto “Tra Lenin e Mussolini: la storia di Nicola Bombacci” (Historica edizioni) e “Non chiamateli kamikaze“ (Giubilei Regnani). Dal 2015 è co-fondatore e responsabile dell’attività editoriale di Idrovolante Edizioni.

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