Le imprese cercano figure professionali laureate o diplomate in campi scientifici, ma è boom di umanisti
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Le imprese cercano figure professionali laureate o diplomate in campi scientifici, ma è boom di umanisti

Le imprese cercano figure professionali laureate o diplomate in campi scientifici, ma è boom di umanisti

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La senatrice barese Angela D’Onghia (indipendente) ha rassegnato le dimissioni da sottosegretario all’Istruzione in polemica con il ministro Valeria Fedeli sul completamento della riforma degli istituti di alta formazione artistica e musicale (gli ex conservatori). «Un fallimento, sono stati tre anni perduti, l’unico risultato è stato l’emendamento alla manovra per il finanziamento degli istituti non statali», ha dichiarato. D’Onghia che resterà comunque a Palazzo Madama fino al termine della legislatura.

Intanto, le imprese manifatturiere evidenziano carenze di personale. Nei prossimi cinque anni settori chiave come meccanica, chimica, e Ict avranno bisogno di 272mila addetti, dei quali oltre il 60% periti e laureati tecnico-scientifici. La scuola secondaria, però, non riuscirà a soddisfare le richieste. È quanto ha evidenziato una ricerca di Confindustria realizzata con Unioncamere. In particolare, le imprese hanno difficoltà a reperire un laureato ogni tre ricercati (151mila figure complessive) a causa della carenza di profili specializzati.

Colpa di un orientamento dei neolaureati poco legato ai bisogni emergenti dell’economia; e che, paradossalmente, finisce per penalizzare le donne, più spesso laureate in discipline a basso tasso di occupazione. L’edizione 2017 di Education at a glance, presentata due mesi fa alla Luiss a Roma, conferma un quadro a luci e ombre: nel 2015 il 39% degli studenti ha conseguito una laurea di primo livello nel campo delle belle arti e delle discipline umanistiche, delle scienze sociali, del giornalismo e dell’informazione (media Ocse, 23%) e il 25% si è laureato in una disciplina tecnico-scientifica (media Ocse, 22%). All’opposto, una quota relativamente bassa di laureati di primo livello ha concluso gli studi nel campo dell’economia, della gestione e in giurisprudenza (il 14% rispetto a una media OCSE del 23 per cento).

Daniele Dell'Orco
Daniele Dell'Orco

Daniele Dell’Orco è nato nel 1989. Laureato in Scienze della comunicazione presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. È direttore editoriale dei magazine online Cultora e Nazione Futura. È stato editorialista per La Voce di Romagna e dal 2015 è collaboratore del quotidiano Libero. Ha scritto “Tra Lenin e Mussolini: la storia di Nicola Bombacci” (Historica edizioni) e “Non chiamateli kamikaze“ (Giubilei Regnani). Dal 2015 è co-fondatore e responsabile dell’attività editoriale di Idrovolante Edizioni.

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