In Italia ogni ora vengono commessi 24 furti in casa, ma la legge sulla legittima difesa è ancora ferma
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In Italia ogni ora vengono commessi 24 furti in casa, ma la legge sulla legittima difesa è ancora ferma

In Italia ogni ora vengono commessi 24 furti in casa, ma la legge sulla legittima difesa è ancora ferma

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Al netto delle solite iniziative spot in concomitanza con gli eventi di cronaca nera, la cosiddetta legge sulla “legittima difesa” è ancora bloccata al Senato: si tratta del famoso testo approdato alla Camera con la distinzione dei diritti tra chi si difende in casa sua di giorno e chi di notte, con annesse le campagne denigratorie per un’idea davvero demenziale. E dunque, anche se al Senato dovessero mettere mani alla legge stamattina, dovrebbero quantomeno modificarla e rispedirla alla Camera, dove verrà affossata dalla fine della legislatura.

Arrivederci al prossimo esecutivo, allora. Nel frattempo i protagonisti dei casi di autodifesa continueranno ad affrontare processi lunghi e costosi: come è toccato a Mario Cattaneo, l’oste lodigiano prosciolto ma costretto ad avviare un fundraising, mettendo all’asta le sue ricette per affrontare le spese legali. O ancor prima a Giovanni Petrali, il tabaccaio di Milano poi assolto per l’omicidio di uno dei due ladri che avevano aggredito lui e sua moglie all’interno dell’attività che gestiva.

E Il Giornale, per completezza, riporta delle statistiche da brivido. Dicono che è una percentuale risibile degli autori di questi reati a venire scoperta: a fronte dei 214mila furti in abitazione commessi nel 2016 (586 al dì, 24 all’ora, uno ogni due minuti circa), i dati forniti dall’Istat riportano la miseria di 7.805 presunti colpevoli denunciati dalle forze dell’ordine alla magistratura, poco più del tre per cento. E ancora più sconfortante è il dato che si scopre andando a analizzare la sorte dei pochi ladri e rapinatori che vengono scoperti e arrestati: spesso scarcerati dal giudice chiamato a convalidare il loro arresto, e comunque destinati a restare in carcere una manciata di giorni. Meno dell’1 per cento, secondo una ricerca di Libero dell’aprile scorso, soggiorna in cella più di un mese.

Eppure il ministro della giustizia Andrea Orlando, rispondendo alle polemiche dopo una raffica di scarcerazioni facili a Reggio Emilia (dove un ladro georgiano accolse la sentenza del giudice intonando festante «Italia Italia» di Mino Reitano) aveva promesso un giro di vite destinato a contrastare «i reati predatori, vera e propria piaga in crescita». Il decreto Orlando a differenza del nuovo testo sulla legittima difesa, è stato approvato dal Parlamento e dall’agosto scorso è in vigore. La pena massima per furto in appartamento è rimasta la stessa, sei anni; è salita da uno a tre anni la pena minima, ma questo non cambia nulla: proprio tre anni è il tetto che consente di essere affidati ai servizi sociali. E a quel punto si torna liberi.

Daniele Dell'Orco
Daniele Dell'Orco

Daniele Dell’Orco è nato nel 1989. Laureato in Scienze della comunicazione presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. È direttore editoriale dei magazine online Cultora e Nazione Futura. È stato editorialista per La Voce di Romagna e dal 2015 è collaboratore del quotidiano Libero. Ha scritto “Tra Lenin e Mussolini: la storia di Nicola Bombacci” (Historica edizioni) e “Non chiamateli kamikaze“ (Giubilei Regnani). Dal 2015 è co-fondatore e responsabile dell’attività editoriale di Idrovolante Edizioni.

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