Dalle macerie alla smart city: Il primo evento abruzzese del Centro Studi del Pensiero Liberale nell’Aquila in ricostruzione
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Dalle macerie alla smart city: Il primo evento abruzzese del Centro Studi del Pensiero Liberale nell’Aquila in ricostruzione

Dalle macerie alla smart city: Il primo evento abruzzese del Centro Studi del Pensiero Liberale nell’Aquila in ricostruzione

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Mercoledì 29 novembre il Centro Studi del Pensiero Liberale si ritroverà, per il suo primo evento abruzzese, a L’Aquila, una città che, oltre a essere il capoluogo di Regione e un gioiello di arte e storia, è il simbolo di un’Italia che può farcela.
L’occasione è la presentazione del saggio Internet e comunicazione politica, scritto da Antonio Palmieri, responsabile web di Forza Italia. All’evento, che si svolgerà alle ore 18 nella cornice di Palazzo Fibbioni (magistralmente ristrutturato e divenuto sede del Comune), parteciperanno diversi esponenti del Centro Studi: Francesco Ferri, che ne è il presidente; Laura Tinari, vicepresidente e responsabile comunicazione; e Antonio Pensa, responsabile aquilano dell’associazione. Interverranno anche il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi e il suo predecessore Massimo Cialente, il giornalista Salvatore Santangelo e il consigliere di amministrazione Rai Arturo Diaconale.
Il dibattito, moderato da Stefano Dascoli del Messaggero, affronterà in particolare il tema dell’innovazione tecnologica come volano della rinascita economica del capoluogo abruzzese, che con la ricostruzione e il ripensamento della propria rete di infrastrutture e servizi si candida a diventare una delle poche smart city italiane. In questo senso, L’Aquila potrebbe costituire un piccolo modello per un’Italia posta dinanzi alla sfida cruciale della crescita, che in larga parte passa per la capacità di dotare il settore produttivo di un sistema tecnologico competitivo.
È giusto però riconoscere che la città in cui fu incoronato papa Celestino V è già stata un laboratorio innovativo nella fase immediatamente successiva al devastante terremoto del 6 aprile 2009. La gestione dell’emergenza, coordinata dall’allora premier Silvio Berlusconi e dall’ex capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, pur tra mille polemiche (la maggior parte delle quali montate ad arte per disperdere un capitale politico meritatamente conquistato dal Cavaliere), ha consentito a gli aquilani di trovare sistemazioni provvisorie ma dignitose, di rientrare in abitazioni antisismiche qualora avessero perduto la propria casa e di non trascorrere neppure una notte all’addiaccio, come è invece accaduto ad Amatrice e Norcia. Proprio la gigantesca operazione di fake news, orchestrata per oscurare l’indubbio successo della governance del terremoto aquilano, aveva condotto i governi Renzi e Gentiloni, alle prese con le sequenze sismiche del 2016/2017, a divulgare la parola d’ordine: «Mai come L’Aquila». I risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Inoltre, dal punto di vista politico il capoluogo abruzzese rappresenta un po’ un miracolo del centrodestra. Infatti, nonostante il netto svantaggio del primo turno delle ultime amministrative, la coalizione guidata da Biondi, al ballottaggio, ha strappando la città al centrosinistra dopo ben due mandati. Nel nuovo consiglio comunale siedono tanti giovani, segno che il rinnovamento può portare buoni frutti anche a uno schieramento come il centrodestra, che si è trovato troppo spesso a inseguire faticosamente la logica (peraltro non sempre condivisibile) della “rottamazione”.
Non è un caso, allora, se chi si fa promotore delle idee liberali voglia partire da questa realtà in fermento, così complessa ma anche così promettente, per pensare a un modello di sviluppo basato su tre pilastri, che possano essere riproposti, mutatis mutandis, al resto del Paese:
1) la prevenzione dei disastri naturali e la saggia gestione delle emergenze;
2) l’impegno amministrativo di una classe dirigente che alle passerelle anteponga il lavoro quotidiano su problematiche concrete;
3) la capacità di pianificare il futuro valorizzando non solo il patrimonio storico-artistico, ma anche le infrastrutture tecnologiche, in una sorta di ricostruzione 2.0.

Alessandro Rico
Alessandro Rico

Alessandro Rico (L'Aquila, 1991), laureato con lode in filosofia all'Università La Sapienza di Roma, è dottorando di ricerca in Political Theory alla LUISS Guido Carli. Collabora con il quotidiano 'La Verità'. Nel 2017 è stato coautore di 'La fine della politica?', edito da Historica.

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