“Salvator Mundi”, il mistero del Cristo ritrovato di Leonardo da Vinci battuto all’asta per 380 milioni
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“Salvator Mundi”, il mistero del Cristo ritrovato di Leonardo da Vinci battuto all’asta per 380 milioni

“Salvator Mundi”, il mistero del Cristo ritrovato di Leonardo da Vinci battuto all’asta per 380 milioni

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Un prezzo record è stato raggiunto per la vendita di un capolavoro di Leonardo da Vinci: 450 milioni di dollari (circa 380 milioni di euro). Sono quelli serviti per aggiudicarsi il quadro “Salvator Mundi“. L’ultimo dipinto conosciuto del genio toscano, che apparteneneva ad un privato, è stato venduto all’asta da Christie’s, a New York, partendo da una valutazione di 75 milioni di dollari. Il piccolo dipinto (66 centimetri di altezza per 46 di larghezza), attribuito di recente a Leonardo dopo la riscoperta del 2005, è stato al centro di un’accesa gara al rialzo durata 19 minuti (per la precisione 18 minuti e 47 secondi), che si è conclusa con un fragoroso applauso quando il battitore, Jussi Pylkkanen, Global president of Christie’s, ha fermato il martelletto a 400 milioni di dollari, che con i diritti d’asta fanno lievitare il prezzo a 450.312.500 dollari. Il prezzo più alto mai pagato al mondo per un’opera d’arte venduta all’asta. Finora il primato apparteneva ai 300 milioni di dollari pagati per “Interchange” di Willem De Kooning, passato di mano nel settembre 2015. Per ora l’acquirente dell’opera è rimasto ignoto.

“È un momento storico”, ha detto il battitore, mentre uno dei potenziali acquirenti per telefono ponderava se alzare la puntata oltre i 300 milioni. Il prezzo pagato per il “Salvator Mundi” è ancora più considerevole alla luce dello stato del mercato dell’arte in cui per i prezzi degli ‘Old Masters’ sono in retromarcia e per la fame dei collezionisti per l’arte contemporanea. La scommessa di accoppiare il Salvador Mundi con opere del nuovo segmento di mercato ha pagato.

Daniele Dell'Orco
Daniele Dell'Orco

Daniele Dell’Orco è nato nel 1989. Laureato in Scienze della comunicazione presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. È direttore editoriale dei magazine online Cultora e Nazione Futura. È stato editorialista per La Voce di Romagna e dal 2015 è collaboratore del quotidiano Libero. Ha scritto “Tra Lenin e Mussolini: la storia di Nicola Bombacci” (Historica edizioni) e “Non chiamateli kamikaze“ (Giubilei Regnani). Dal 2015 è co-fondatore e responsabile dell’attività editoriale di Idrovolante Edizioni.

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