Paradise Papers, quelle informazioni di sicurezza nazionale in mano ad aziende in Paradisi fiscali
Attualità / Blog / Paradise Papers, quelle informazioni di sicurezza nazionale in mano ad aziende in Paradisi fiscali
Paradise Papers, quelle informazioni di sicurezza nazionale in mano ad aziende in Paradisi fiscali

Paradise Papers, quelle informazioni di sicurezza nazionale in mano ad aziende in Paradisi fiscali

AttualitàBlog

Dall’hackeraggio dei siti e delle mail di Appleby vengono a galla cose più interessanti del conto offshore della Regina d’Inghilterra. Si scopre, per esempio, che il più importante quotidiano italiano, il Corriere della Sera, ha rischiato di finire in mano a un signore che le tasse in Italia non le paga: nei Paradise Papers compare il nome di Andrea Bonomi, il capo della cordata che venne sconfitta da Urbano Cairo nella conquista del «Corrierone». Si apprende che a controllare la finanziaria di Bonomi, la BI Invest di Lussemburgo, ci sono tre trust con sede nelle Isole di Jersey. Strano? Niente affatto, spiega Bonomi all’Espresso: «Sono solo cittadino americano e svizzero e non ho obblighi fiscali in Italia».

Stessa risposta da Felice Rovelli, erede della dinastia che negli anni Ottanta regnava sulla chimica italiana, e finita al centro di una tempestosa vicenda giudiziaria: «Sono residente negli Usa e cittadino americano», spiega per giustificare un trust creato da Appleby per la sua famiglia alle isole Cook. «Su quel trust pago le tasse al fisco americano», specifica. E stessa risposta che darebbero anche i più inattesi di tutti: i Legionari di Cristo, la congregazione cattolica che nel 2006 venne investita dallo scandalo per gli abusi sui seminaristi compiuti dal suo fondatore, Marcial Maciel Degollado, rimosso da papa Ratzinger. E ora salta fuori che sotto il regno di Maciel i «Legionari» si erano dotati di una rete di offshore, dalle Bermuda alle Isole Vergini.

A dare la medesima spiegazione è anche Camilla Cruciani, che come sostiene Il Giornale, sta (forse) al punto d’arrivo della catena di controllo di Vitrociset, azienda specializzata in sistemi di sicurezza, appaltatrice dei ministeri della Difesa e della Giustizia per forniture riservate, controllata da una catena di società nei paradisi fiscali utilizzati da Appleby, ultimo tassello a Curacao: «Sono io a capo di tutta la filiera – spiega la Cruciani a Report – e la struttura è complessa perché tutta la mia famiglia vive all’estero». Che la Vitrociset avesse sede in un paradiso fiscale lo aveva denunciato già nel 2007 una inchiesta di Repubblica sugli appalti per l’aeronautica, ma oggi si scopre qualcosa in più: che il colosso è considerato un cliente inquietante dagli stessi avvocati di Appleby, che in una mail lo definiscono «oltre il nostro appetito di rischio».

Il governo italiano, attraverso Finmeccanica, possiede una quota di Vitrociset, poco più dell’1%. Il caso spicca, nell’elenco delle rivelazioni sui Paradise Papers, perché solleva oggettivamente questioni delicate, visto che l’azienda detiene di fatto il controllo di informazioni riservate e delicate, e la sicurezza nazionale imporrebbe un po’ di chiarezza in più. Oltretutto, secondo una comunicazione arrivata alla presidenza del Consiglio, il controllo della Vitrociset sarebbe recentemente passato nelle mani dell’imprenditore romano Antonio Di Murro, in violazione del diritto di prelazione che spetterebbe al governo. Gli avvocati della Cruciani hanno fatto sapere che il pacchetto di maggioranza resta in mano alla signora, ma il giallo resta.

Daniele Dell'Orco
Daniele Dell'Orco

Daniele Dell’Orco è nato nel 1989. Laureato in Scienze della comunicazione presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. È direttore editoriale dei magazine online Cultora e Nazione Futura. È stato editorialista per La Voce di Romagna e dal 2015 è collaboratore del quotidiano Libero. Ha scritto “Tra Lenin e Mussolini: la storia di Nicola Bombacci” (Historica edizioni) e “Non chiamateli kamikaze“ (Giubilei Regnani). Dal 2015 è co-fondatore e responsabile dell’attività editoriale di Idrovolante Edizioni.

Commenti

Newsletter

Articoli Recenti

Il Centro Studi è un luogo d’incontro e di confronto per quanti credono nel decisivo valore dell’impegno personale, sociale e culturale una zona franca libera da vincoli e dall’imposizione dei “pensieri dominanti”.

Newsletter