I grillini votano in massa come la vecchia Sinistra: ma allora chi sono i nuovi astensionisti?
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I grillini votano in massa come la vecchia Sinistra: ma allora chi sono i nuovi astensionisti?

I grillini votano in massa come la vecchia Sinistra: ma allora chi sono i nuovi astensionisti?

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Se negli anni del grande boom elettorale del Movimento 5 Stelle (le politiche del 2013) si era soliti affermare che la caterva di voti piovuti sulla testa dei grillini proveniva in buona parte dagli astensionisti, oggi dopo il voto in Sicilia (e ancor più a Ostia) è lecito riformulare un assunto del genere. L’affluenza nella regione a statuto speciale è stata molto bassa (46%, poco più di 2 milioni e 200mila elettori), così come sul Litorale romano (appena il 36,15%), eppure i grillini hanno sfiorato il clamoroso successo. Il Movimento esce dalle urne come la prima forza politica nei territori in cui si è votato, e se in Sicilia ha superato del 10% il numero di voti rispetto all’ultima tornata, a Ostia non è affatto crollato come sostenevano i detrattori dell’operato di Virginia Raggi.

La novità è allora che il partito degli astensionisti avanza nonostante il M5S, che non è più l’argine del fenomeno ma che anzi riesce ad affermarsi comunque. A perdere voti è stato il Partito Democratico, stavolta, mentre in passato era toccato al bacino di centrodestra sfiduciato dalla dipartita di Berlusconi. Ma non ai grillini. Che votano senza se e senza ma, una peculiarità che storicamente era appannaggio dell’elettorato di sinistra. L’altro dato sull’astensionismo, poi, riguarda la partecipazione diretta in occasione dei referendum. In Sicilia, lo scorso 4 dicembre, per il referendum sulla riforma costituzionale di Renzi e Boschi, aveva votato il 57% degli aventi dirittocon un’affluenza che in tutto il Paese si era rivelata superiore alle previsioni ed era stata determinante per la vittoria dei No. La medesima percentuale dei votanti al referendum per l’autonomia in Veneto dello scorso 22 ottobre, superiore seppur di poco a quella degli elettori che parteciparono alle elezioni regionali del 2015. Agli italiani, insomma, interessa ormai quel tipo di politica in cui sentono di avere davvero la capacità di decidere qualcosa. Una capacità che non deriva invece dal nome di Tizio o Caio in lista.

Al netto delle speculazioni, se queste sono le premesse, forse i sondaggisti è bene che inseriscano anche la variabile di un crollo verticale della partecipazione al voto, nelle loro stime pure per le prossime politiche. Anche perché degli astensionisti non si sa davvero più nulla. Prima erano gli sfiduciati, quelli in attesa di poter manifestare il proprio dissenso dando un voto di protesta, magari proprio ai grillini. Ora invece i grillini votano, e gli astensionisti chi sono? Da chi sono delusi? Perché?

 

Daniele Dell'Orco
Daniele Dell'Orco

Daniele Dell’Orco è nato nel 1989. Laureato in Scienze della comunicazione presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. È direttore editoriale dei magazine online Cultora e Nazione Futura. È stato editorialista per La Voce di Romagna e dal 2015 è collaboratore del quotidiano Libero. Ha scritto “Tra Lenin e Mussolini: la storia di Nicola Bombacci” (Historica edizioni) e “Non chiamateli kamikaze“ (Giubilei Regnani). Dal 2015 è co-fondatore e responsabile dell’attività editoriale di Idrovolante Edizioni.

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