Domenica il voto in Sicilia, ma la vera cartina al tornasole della politica nazionale sarà Ostia
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Domenica il voto in Sicilia, ma la vera cartina al tornasole della politica nazionale sarà Ostia

Domenica il voto in Sicilia, ma la vera cartina al tornasole della politica nazionale sarà Ostia

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Si svolge in “campo neutro” il primo, vero vertice del centrodestra unito. Catania, per un giorno, si trasforma nella Capitale dello schieramento con la cena tra i tre leader politici, Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni, faccia a faccia nella trattoria “Al Cavaliere”. Che non per forza si riferisce a quello di Arcore, ma che ben rispecchia non solo la centralità di Forza Italia ma pure il polo di attrazione elettorale che Berlusconi rappresenta in Sicilia. Il voto di domenica sarà importante non solo per Nello Musumeci, il candidato che i sondaggi danno in vantaggio dai 2 ai 10 punti, ma anche per misurare la reale portata che avrebbe un centrodestra riunito. In coalizione, secondo quanto affermato dall’Agi sulla base delle rilevazioni delle ultime due settimane, oggi è al 34 per cento su scala nazionale. Uno scatto che potrebbe essere decisivo in vista delle prossime elezioni. Un nuovo record annuale, trainato appunto dalla crescita di Forza Italia, accreditata al 14%, anche se la Lega Nord viene data davanti di 0,5 punti percentuali. Il resto è quanto portano i Fratelli d’Italia.

Il vero incontro politico rivelatore dovrebbe esserci però a urne chiuse, la prossima settimana. Lì, dopo una istruttoria delegata ai capigruppo e ai dirigenti più vicini al Cavaliere insieme ai delegati del Carroccio e di Fratelli d’Italia, si procederà a una prima analisi dell’argomento in questo momento più caldo: la possibile distribuzione dei collegi. Nel merito del governo a Salvini e Meloni non piace l’idea dei tecnici, mentre Berlusconi prefigura da tempo un esecutivo composto da 12 ministri provenienti dalla società civile e 8 ministri politici.

Domenica però si vota anche in un municipio di Roma (il decimo). Un fatto per nulla locale come potrebbe sembrare all’apparenza. Primo perché gli abitanti dei quartieri interessati, tra cui Ostia, sono 230mila, numero superiore alla popolazione di una città come Reggio Calabria. Secondo perché si tratta dell’unico municipio della capitale, guidato dal Pd, sciolto per mafia e commissariato due anni fa dopo l’inchiesta “Mondo di mezzo” della coppia Massimo Carminati e Salvatore Buzzi. Terzo perché a Roma governa il M5S, che deve affrontare non pochi problemi. Al primo turno Virginia Raggi ottenne qui il 43,8% dei voti e al ballottaggio alla futura sindaca andò il 76% dei consensi (poco meno di 70mila). Cifre che, almeno secondo i sondaggi, sarà impossibile replicare. Come test per il primo anno e mezzo di guida della Capitale, i vertici grillini non sono per approcciano per niente con entusiasmo. Beppe Grillo e Luigi Di Maio non si sono fatti vedere in campagna elettorale e oggi non parteciperanno al comizio finale della loro candidata. Anche qui allora, con il Pd fuori dai giochi per i motivi di cui sopra, il centrodestra unito punta forte al ballottaggio, con Monica Picca, coordinatrice locale di Fratelli d’Italia, sostenuta da Lega, Forza Italia e lista Marchini. Si paventa all’orizzonte persino una possibile alleanza con Casa Pound, il cui candidato, Luca Marsella, potrebbe stravolgere gli equilibri in sede di ballottaggio.

Daniele Dell'Orco
Daniele Dell'Orco

Daniele Dell’Orco è nato nel 1989. Laureato in Scienze della comunicazione presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. È direttore editoriale dei magazine online Cultora e Nazione Futura. È stato editorialista per La Voce di Romagna e dal 2015 è collaboratore del quotidiano Libero. Ha scritto “Tra Lenin e Mussolini: la storia di Nicola Bombacci” (Historica edizioni) e “Non chiamateli kamikaze“ (Giubilei Regnani). Dal 2015 è co-fondatore e responsabile dell’attività editoriale di Idrovolante Edizioni.

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