La cultura risorsa primaria
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“La cultura è l’unico bene dell’umanità che, diviso fra tutti, anziché diminuire diventa più grande” Hans Georg Gadamer.

Non può che essere così, in un mondo interconnesso, globalizzato, impoverito delle sue risorse naturali, votato al progresso ma non per tutti, cosa resta se non la cultura, l’educazione, come risorsa primaria per il bene individuale e collettivo.

Peccato capitale della società odierna è l’aver dimenticato la dimensione intellettuale, spirituale, sociale ed emotiva della persona in favore del materialismo, di un’estetica delle cose, dei beni di consumo, effimeri palliativi dei sentimenti, l’appagamento per le cose che ci rende schiavi.

Eppure è con la cultura, con la Sapienza che l’uomo si è reso grande fra le altre creature, così come è nel quotidiano viaggio che ciascuno compie leggendo un libro che si può trascendere la realtà, verso un orizzonte di poesia e ricchezza spirituale. Mai come in questosecolo siamo divisi, plasmati, e questo vale molto di più nei paesi “ricchi”, da una superficiale sub-cultura, riflesso di un benessere non conquistato ma garantito, in un eterno confrontarsi con giovani eccellenti e giovani assopiti da una mancanza di visione, di sogni, modelli.

Sì, ci accontentiamo, perché abbiamo costruito una società che standardizza, che emargina ma che non ci fa volere di più o meglio solo cose, cose da comprare.

La cultura non ha prezzo, è il nettare (potenziale) nascosto in ognuno di noi, è una pagina bianca che tale rimane se non si azzardano parole, una tela grezza che non sa che potrebbe essere il prossimo Picasso.

Siamo divisi perché non vogliamo far parlare quello che ci accumuna, l’essere pensanti, la sete di sapere che supera la serenità dell’ignoranza.

Due persone che hanno letto lo stesso libro condividono una storia che li accomuna e non importa da quale parte del pianeta siano, perché la cultura è un ponte che trascende le distanze, le diversità.

Se vogliamo migliorare il nostro pianeta dobbiamo conoscere di più, se vogliamo solo sopravvivere allora guardiamoci allo specchio e consoliamoci pensando che siamo solo quello che vediamo.

Matteo Perego di Cremnago

@matteoperegodic

Matteo Perego di Cremnago
Matteo Perego di Cremnago

Sono nato a Milano nel 1982, sposato con tre figli. Dopo aver conseguito una laurea in Filosofia presso l’Università Statale di Milano e due Master Executive in Marketing e Finance presso la SDA Bocconi, ho iniziato la mia carriera professionale nella Giorgio Armani, dove ho ricoperto diversi ruoli, in Italia, India e Brasile. Nel 2013 ho rilanciato il cappellificio Cambiaghi, fondato da mio trisavolo nel 1880, introducendo anche la pelletteria. Nel 2015 insieme a due amici ho fondato la Onlus Shantinternational a sostegno di un importante orfanotrofio a Bangalore in India.

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