La vita è una stazione dove si staccano biglietti per l’aldilà (Guido Rojetti).
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La vita è una stazione dove si staccano biglietti per l’aldilà (Guido Rojetti).

La vita è una stazione dove si staccano biglietti per l’aldilà (Guido Rojetti).

Sarà forse che ci stiamo abituando a morire in strada, all’aeroporto, ai mercati e, dopo l’attentato di ieri a Marsiglia, anche alla stazione mentre ci illudiamo di essere liberi?
Se questa è la prospettiva con la quale d’ora in avanti dovremo fare i conti è preferibile rivolgere un pensiero non solo triste e addolorato alle due giovani vittime di 17 e 20 anni sgozzate alla stazione di Saint-Charles a Marsiglia ma vivere empaticamente le loro vite spezzate prematuramente perché quelle vite ci appartengono.
Sostare in stazione non è un’attività propriamente a rischio per cui la morte te la sei proprio cercata e nemmeno un lusso riservato;quindi non è una di quelle situazioni che hanno a che fare con parti infinitesimali di popolazione ma riguardano tutti, proprio tutti !, e soprattutto chi è costretto a muoversi con i mezzi pubblici ogni santo giorno che Dio manda in terra e che in nome di Allah si vuole marchiare con il sangue.
Quindi senza voler essere esaustivi si ha a che fare con una grandissima maggioranza di gente che sceglie il trasporto ferroviario perché più comodo, più economico, più capillare o perché una macchina non ce l’ha o la usa già un altro componente della famiglia o perché sei molto giovane e non hai ancora la patente o perché sei anziano e preferisci non guidare o perché non ci sono le partenze intelligenti e quindi, in treno, Genova – Milano la puoi fare in un’ora…
Quindi in molti rientrano nella categoria dei potenziali obiettivi sensibili proprio perché molto normali e indifesi e con il metodo del coltello è così facile una strage di infedeli.
Non impegna ma ammazza che è una meraviglia.
Tra l’altro, terrorizza perché ci riporta a un passato sanguinario allo stato puro non nobilitato da civiltà e tecniche sofisticate e quindi ripropone scenari da incubo che impediscono il senso di sicurezza in ogni luogo del mondo.
Non c’è tecnica e neppure una preparazione particolarmente accurata.
C’è solo odio e violenza allo stadio elementare che lascia ben visibili sangue, tagli, teste decapitate, gole sgozzate e maciullamenti.
L’evidenza della strage è essa stessa orrore.
Guarda caso i film che più spaventano hanno tutti queste componenti oltre a quello della imprevedibilità , di quel momento prima della fine caratterizzato da normalità che bruscamente si interrompe con grida e sangue.
È veramente brutto vedere che la notizia oggi è finita avanti nelle pagine dei giornali dopo un richiamo al fatto in un titoletto in prima pagina.
Due sono le donne uccise, ripeto.
Giovanissime, 17 e 20 anni.
Ho un figlio di 19 anni che si muove solo in treno insieme a tutti i suoi amici coetanei.
Le stazioni come gli aereoporti sono posti affollati, pieni di umanità variegata e frenetica intenta a andare, tornare, viaggiare e circolare.
Il diritto di spostarsi liberamente è costituzionalmente garantito ed è funzionale allo svolgimento della vita e di altre prerogative sancite dalla Carta Fondamentale.
In questo momento il rischio è quello di sentire come sospese le nostre libertà.
@PetteneAnna

Foto da Google Immagini

Anna Pettene
Anna Pettene

Classe 1974, pavese di nascita e residente a Genova. Sposata e madre di Francesco, Giulia, Vittorio. Mi sono laureata in Giurisprudenza all’Università di Pavia. Sono Avvocato. Ho conseguito un Master in Mediazione Familiare all’Università di Genova perché credo che separazione e divorzio possano essere affrontati senza conflitti mettendosi dalla parte dei figli. Penso fermamente che lo stesso principio possa funzionare anche per la politica, adottando un’altra prospettiva, cioè a fianco e a servizio dei cittadini e di chi ha più bisogno. Amo le buone letture, il golf, i viaggi, la pizza e la compagnia allegra degli amici. Detesto il pensiero unico e conforme.

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