Le parole scienza e coscienza non hanno bisogno di politica.
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Se si vuole veramente dare l’impressione di avere a cuore la salute dei cittadini, diritto riconosciuto a livello costituzionale nell’interesse dell’individuo e della collettività (art.32 Cost.), occorre concretamente garantirlo nei fatti senza incappare in un tanto ridicolo quanto pericoloso corto circuito politico/scientifico.
Chi dice no alle vaccinazioni perché va garantita la libertà di scelta e autodeterminazione dei cittadini deve anche essere coerente sul caso della piccola Sofia morta di malaria a Brescia, senza sbandierare a senso unico eziopatogenesi che fanno comodo solo alla politica ma che tanto infastidiscono la gente comune che non intende giocare con la propria pelle.
Se il diritto alla salute ha una sua rilevanza fattuale ed esiste univocità scientifica sul fatto che certe malattie debellate ritornino e che si diffondano epidemie, allora nessun dubbio e nessun intralcio giuridico, procedurale, burocratico come pure semaforo verde per controlli su persone e merci provenienti da certi paesi a rischio.
Io sono assolutamente d’accordo sulle vaccinazioni, sul decreto del Ministro Beatrice Lorenzin e sulla posizione di imporre profilassi e analisi su chi va e torna da località a rischio di malattie tropicali, cittadini e non.
Il diritto alla salute non è solo prerogativa del singolo che può scegliere delle sua persona come gli pare e piace ma impatta sulla collettività per cui gli sbagli, le ignoranze, le convinzioni, le paranoie, le paure di uno diventano un serio problema per tutti.
Su questo allora non ci si può permettere di essere liberi e occorre optare per un obbligo senza distinguo.
La politica, d’altronde, deve essere responsabile e credibile mostrando coerenza quando dinanzi a sé domina la scienza e abbandonare logiche estranee all’interesse della gente che a livello scientifico non stanno in piedi.
Complottismo e bieco populismo sono pessimi alleati per chi ha il dovere di rappresentare e tutelare le persone.

@PetteneAnna

foto tratta da Google immagini

Anna Pettene
Anna Pettene

Classe 1974, pavese di nascita e residente a Genova. Sposata e madre di Francesco, Giulia, Vittorio. Mi sono laureata in Giurisprudenza all’Università di Pavia. Sono Avvocato. Ho conseguito un Master in Mediazione Familiare all’Università di Genova perché credo che separazione e divorzio possano essere affrontati senza conflitti mettendosi dalla parte dei figli. Penso fermamente che lo stesso principio possa funzionare anche per la politica, adottando un’altra prospettiva, cioè a fianco e a servizio dei cittadini e di chi ha più bisogno. Amo le buone letture, il golf, i viaggi, la pizza e la compagnia allegra degli amici. Detesto il pensiero unico e conforme.

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