Matera capitale della cultura: non trasformiamo un’opportunità in un fallimento
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Matera capitale della cultura: non trasformiamo un’opportunità in un fallimento

Matera capitale della cultura: non trasformiamo un’opportunità in un fallimento

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Nel 2019 Matera sarà Capitale Europea della Cultura, una nomina che ha portato grande visibilità alla città lucana con un consistente aumento dei flussi turistici. Di conseguenza sono aumentate le strutture ricettive e le attività commerciali e, allo stesso tempo, il costo degli affitti dei locali commerciali. Così tante attività storiche, piccole botteghe presenti nel territorio da decine di anni, sono state costrette a chiudere, sostituite da orrendi negozi di souvenir tutti uguali che vendono cianfrusaglie e oggetti pacchiani e kitsch. Con l’arrivo del turismo di massa rischia di scomparire l’identità del territorio, con i suoi particolarismi, le sue caratteristiche, le unicità che hanno portato Matera a diventare Capitale Europea della Cultura. E paradossalmente ad essere colpita è stata proprio la cultura, con la progressiva chiusura delle librerie locali, l’ultima pochi giorni fa.

L’allarme è stato lanciato dall’editore Alessandro Laterza che in un tweet provocatorio ha scritto: «Chiude la #LibreriaMondadori di Matera. #Matera2019 capitale di che cosa: b&b e pizzerie?». Non una voce qualsiasi visto che Laterza è stato vice presidente nazionale di Confindustria con delega al Mezzogiorno e presidente della Commissione Cultura.

Una presa di posizione che ha fatto discutere e Laterza ha rincarato la dose: «Le librerie a Matera in vista del 2019 dovrebbero fiorire, non tirare l’anima coi denti nel turismo usa-e-getta». È proprio questo il punto: con la nomina a Capitale europea della Cultura, Matera va incontro alle stesse problematiche delle principali mete turistiche italiane. L’incremento dei flussi turistici porta all’aumento del mercato immobiliare e, di conseguenza, sono privilegiate attività commerciali più popolari o catene di negozi a discapito del tessuto commerciale locale.

Occorre evitare che il “turismo usa e getta” prevalga su un turismo culturale di qualità attento a conservare e rispettare le identità locali, una sfida per nulla semplice in cui i cittadini non possono essere lasciati soli e che necessita il supporto delle istituzioni.
Il turismo è la linfa del nostro paese ma se non siamo in grado di comprendere che prima di tutto va conservata l’identità dei singoli territori e degli abitanti, rischiamo di trasformare una grande opportunità in un fallimento collettivo.

Francesco Giubilei

@francescogiub

Francesco Giubilei
Francesco Giubilei

Francesco Giubilei (Cesena, 1992), direttore editoriale di Historica edizioni e Giubilei Regnani editore, ha fondato il quotidiano online cultora.it, le Libreria Cultora a Roma e Milano e la rivista "Nazione Futura". Docente al Corso di Editoria di Roma e Milano dell’agenzia letteraria Herzog, è stato inserito nel “Catalogo dei viventi” dal “Corriere della Sera” ed è professore all’Università Giustino Fortunato di Benevento con il corso “Autoimprenditorialità giovanile e creazione di impresa”. Ha pubblicato cinque libri, gli ultimi "Leo Longanesi" (Odoya, 2105, finalista premio Fiuggi Storia"), "Storia del pensiero conservatore" (Giubilei Regnani, 2016), "Il conservatore del futuro" (Il Giornale, 2016).

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