Visione miope
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Visione miope

Lo Ius soli non serve anche perché la cittadinanza può essere agevolmente concessa a legislazione vigente senza inventarci normative pericolose che automaticamente garantirebbero 800000 nuovi cittadini e altri 600000 nei prossimi dieci anni, con uscite spaventose per le casse italiane oltre alle inevitabili tensioni sociali.
380000 persone sono divenute cittadini italiani nel biennio 2015/2016 e quindi … di cosa stiamo parlando?
L’Italia, in Europa, è tra i paesi virtuosi che più facilmente concedono la cittadinanza.
L’Italia è già un Paese multietnico con 200 nazionalità rappresentate.
E quindi ancora…di che cosa stiamo parlando?
Non potremmo, invece, pensare a misure effettive e concrete di sostegno alle famiglie, ai giovani disoccupati che non trovano né cercano lavoro, alle giovani coppie, alla maternità, ai 15 milioni di poveri?Non potremmo quindi considerare con maggior rispetto situazioni che assumono carattere di emergenza?
Lo Ius soli non solo non serve ma è dannoso perché è un pull factor decisivo per attirare altri migranti che pensano che l’Italia sia il Paese di Bengodi dove tutto è possibile e realizzabile.
Non è così purtroppo e gli ultimi dati dell’indagine 2017 sugli sviluppi sociali e sull’occupazione in Europa pubblicata dalla Commissione UE (Esde) confermano una situazione disperata soprattutto per quanto riguarda i giovani e coloro che si trovano in condizioni di povertà assoluta.
Tuttavia, questa tenacia nel non volere fare i conti con l’oste (gli italiani) non può che lasciare a bocca asciutta l’ubriaco (la classe politica) che dimostra, ancora una volta, di non capire i segnali della realtà e di ambire a essere ripagata con sentimenti di sfiducia disprezzo e rabbia dell’elettorato.
La cittadinanza deve essere un punto di arrivo, la conclusione positiva di un percorso fatto di assimilazione e condivisione  di storia, valori, cultura.
Tutto il resto non serve e nuoce  perché l’amore per l’Italia non va svenduto bensì voluto, conquistato e dimostrato.
Nei fatti e nei pensieri.

Senza scorciatoie.
@PetteneAnna

Anna Pettene
Anna Pettene

Classe 1974, pavese di nascita e residente a Genova. Sposata e madre di Francesco, Giulia, Vittorio. Mi sono laureata in Giurisprudenza all’Università di Pavia. Sono Avvocato. Ho conseguito un Master in Mediazione Familiare all’Università di Genova perché credo che separazione e divorzio possano essere affrontati senza conflitti mettendosi dalla parte dei figli. Penso fermamente che lo stesso principio possa funzionare anche per la politica, adottando un’altra prospettiva, cioè a fianco e a servizio dei cittadini e di chi ha più bisogno. Amo le buone letture, il golf, i viaggi, la pizza e la compagnia allegra degli amici. Detesto il pensiero unico e conforme.

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