Piccolo Charlie
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I confini tra etica e diritto : un confine indefinito, una sfida per la prossima Legislatura

Non possiamo nasconderlo: quando il Santo Padre è finalmente intervenuto sulla vicenda del piccolo Charlie non solo con un tweet che riassumeva il Suo pensiero ma anche mobilitando strutture e proprietà ospedaliere vaticane sulla vicenda abbiamo tirato un sospiro di sollievo. Il silenzio assordante dell’Autorità spirituale ci angosciava e ci faceva sentire privi di un ombrello protettivo su quei confini tra diritto e morale che hanno da sempre caratterizzato la storia dell’uomo. Ma a ben vedere, senza nulla togliere al Papa o al credo religioso in cui ognuno può identificarsi, una classe dirigente non può esentarsi dall’interrogarsi prima e dal proporre soluzioni poi su argomenti che sono a fondamento di ogni società civilizzata . Chi scrive ha una formazione tecnica ed economica ma crede che le norme morali siano postulati su cui si innestano in fase successiva i gangli complessi di una società. Non a caso il più grande filosofo illuminista sintetizzava alla fine della Critica della Ragion Pratica “il cielo stellato sopra di me, la Legge morale dentro di me”. Tutto questo per dire che uno Stato laico non può delegare ad un’Autorità spirituale una materia complessa che rischia ad ogni singolo caso di trasformarsi in uno scontro da stadio tra opposte tifoserie. Qualche mese fa la vicenda di dj Fabo ed ora la vicenda del piccolo Charlie stanno a dimostrare che norme mal fatte producono dei cortocircuiti che danneggiano il singolo ma creano uno stato diffuso di disagio che si ripercuote negativamente nell’armonico sviluppo della società . Ovviamente non si può pensare di trovare una sintesi perfetta in un contesto così complesso; già il Cardinale Carlo Maria Martini , ora la Direttrice del Bambin Gesù Mariella Enoc hanno infatti parlato di “zone grigie” difficilmente esplorabili ma è evidente che due sono i pilastri di riferimento cui dobbiamo ispirarci: le radici cristiane dell’Europa da un lato ed il diritto naturale dall’altro. Le prime hanno talmente determinato lo sviluppo e il divenire sociale del nostro Continente che non possono che essere ontologicamente presenti nella sensibilità di ogni singolo cittadino, anche in coloro che non si riconoscono in detta Religione. Il secondo ha invece determinato la stessa evoluzione dell’umanità per come la conosciamo adesso, attraverso svariate civiltà ed anche in più continenti non in contatto tra loro, e non possono che far sorridere alcuni tentativi che in nome del politicamente corretto vogliano sovvertirlo (una tematica per la verità più presente in tema di diritti civili non trattati in questa sede). La recente Legge sul biotestamento discussa in Parlamento sull’onda emozionale della morte assistita di Dj Fabo non ha probabilmente tenuto conto di quelle zone grigie sopra ricordate. La volontà di farla finita in una condizione in cui la Vita non ha quei requisiti minimi di dignità è un sentimento non condannabile (e non credo che Nostro Signore voglia in questa materia puntare alcun indice accusatore) e sicuramente volontà preventive vanno rispettate in questo senso. Di conseguenza, capire la “zona grigia” della mancata idratazione e le sofferenze che provoca deve essere oggetto di in dibattito giuridico ed istituzionale non emozionale ma il più possibile razionale. Diversa la questione del piccolo Charlie. Lui non è in condizione di scegliere e giocoforza dobbiamo fidarci in questa sede dell’istinto dei genitori i quali naturalmente difficilmente si sbagliano sulle scelte da intraprendere. Non è solo il volersi attaccare ad una speranza che potrebbe sembrare irrazionale. La Vita è infatti un dono che merita lotta per preservarla. Charlie potrebbe certamente morire nel trasferimento da Londra a Roma e forse soffrire di più non opportunamente sedato. Ma ha il diritto in questo caso espresso dai suoi genitori di morire con dignità, da uomo libero, non come un condannato a morte con l’asettico distacco di una spina.
Il grande Hegel descriveva nel suo complesso ma armonico sistema filosofico e politico il concetto di eticità come sintesi di diritto e morale. Lo descriveva appunto come una “zona grigia” in cui l’operatore politico deve saper agire per manifestarla (lo Stato, cioè la politica, come a sua volta sintesi tra famiglia e società civile ). Appunto il compito di una classe dirigente nuova degna di questo nome.
Elena Veschi

Elena Veschi
Elena Veschi

Classe 73, laureata in Scienze Economiche Bancarie all’Università degli studi di Siena. Umbra, imprenditrice nel settore della green economy, sempre pronta ad investire in nuovi progetti innovativi. Sono stata Presidente dei Giovani Imprenditori Confindustria Perugia, membro di Giunta Nazionale Confindustria, membro del Consiglio direttivo di Confindustria Assafrica e Mediterraneo e ora faccio parte del Consiglio direttivo della Camera di Commercio di Perugia oltre che nel Consiglio Generale di Confindustria Umbria. Mamma, appassionata di auto d’epoca e di viaggi.

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