L’Aquila, 25 giugno 2017: il vento cambia
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L’Aquila, 25 giugno 2017: il vento cambia

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Cambia di nuovo il vento, un fenomeno insito nel gioco dell’alternanza. Destra/sinistra e poi di ancora sinistra/destra. Accade in Abruzzo, accade all’Aquila dove sembrava che sul voto delle amministrative non ci fossero dubbi.
L’Aquila è la città in cui sono nata, cresciuta e in cui tuttora vivo e lavoro. Una città che ho deciso di non abbandonare neanche nei suoi momenti più bui del post terremoto, quando con le emergenze continue di inizio anno -scosse sismiche e neve- tutto sembrava essere contro di lei e la voglia di scappare era tanta.
Era il 2009 quando tutto è cambiato, quando le nostre certezze sono state investite e stravolte da un qualcosa molto più grande di noi. Sono passati otto anni, cinque Governi e ora siamo anche alla seconda consiliatura comunale. Ed è proprio qui che il vento cambia. Abbiamo avuto un sindaco del terremoto e del primo post terremoto, ora le chiavi della ricostruzione, quelle del più grande cantiere d’Europa, quelle della L’Aquila del futuro sono di nuovo al “centrodestra”.
Anche in questa tornata elettorale L’Aquila ha confermato di saper essere un laboratorio: un candidato sindaco giovane e con una storia politica alle spalle in un capoluogo di Regione piccolo ma estremamente complesso. Un candidato che ha dimostrato di essere la sintesi del centrodestra -espressione di una ritrovata unità tra Forza Italia, Fratelli d’Italia e Noi con Salvini- in una città in cui questa parte politica era ormai stata data per “spacciata”, ma che al contrario ha invertito la rotta e ha dimostrato di poter contare ancora su uomini e donne, ma soprattutto su giovani motivati. Un esito che è stato messo in dubbio più volte, eppure L’Aquila deve molto al centrodestra. A quel centrodestra che nel 2009 governava il Paese, che ha saputo gestire e guidare l’emergenza, che ha saputo dare risposte immediate a una popolazione spaesata e impaurita, che ha permesso all’Aquila di essere ancora oggi il Capoluogo dell’Abruzzo.
Ma torniamo al vento del cambiamento, che tocca anche il dato anagrafico: tanti giovani dai prossimi giorni siederanno in Consiglio comunale il primo degli eletti -già consigliere comunale di Forza Italia- ha 38 anni, il più giovane ne ha 23. Ma anche “tante” donne 8 -di cui 5 solo nel centrodestra- siederanno su quegli scranni, finora appartenuti soltanto a uomini: nelle ultime due consiliature, infatti, un’unica donna aveva avuto l’opportunità di entrare nel parlamentino comunale. Oggi grazie anche alla legge della “doppia preferenza di genere” qualcuna in più -ancora poche in realtà, ma credo solo perché il funzionamento della legge non sia stato compreso appieno- potranno lavorare davvero per il bene comune. Il nostro.
Ecco, raccontandovi la storia del voto in questa Città, ho raccontato un po’ la storia di un Paese che reagisce, quella di una popolazione fiera che non si abbatte, che spera e che “combatte” ogni giorno. Dal 2009 ho sempre pensato che L’Aquila non fosse che lo specchio amplificatore di un’Italia in difficoltà. Ora speriamo davvero che il vento cambi: cambi L’Aquila, cambi il Paese.

@LauraTinari

Laura Tinari
Laura Tinari

Aquilana, classe 1982, laureata in Scienze della Comunicazione e poi un Executive Programme in Social Media Marketing & Communication alla LUISS Business School. Sono un’imprenditrice di prima generazione alla seconda sfida nel campo della comunicazione e social media manager. Sono esperta in Politiche di genere. Nel triennio 2014-2017 sono stata nella squadra di Presidenza dei Giovani Imprenditori Confindustria e continuo ad essere Vice-Presidente della Territoriale dell’Aquila. La vita mi sta insegnando il piacere del condividere idee e percorsi, la necessità di avere accanto persone motivate come me e la voglia di provare. Anche per questo ora lavoro in un co-working che co-gestisco. Adoro il pilates, che considero un metodo di allenamento per incoraggiare la concentrazione, e camminare in montagna, unico modo per ricomporre ogni pensiero.

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